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mercoledì 16 febbraio 2011

Sulmona: negati permessi per incontrare familiari, detenuto ingerisce farmaci per protesta

Il Centro, 16 febbraio 2011

Ha ingerito un sostanzioso quantitativo di psicofarmaci per denunciare le difficoltà che ha nel comunicare con i suoi familiari. A evitargli forti malori il tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria che lo hanno soccorso e trasportato in ospedale per le cure del caso. Protagonista di questo nuovo episodio autolesionistico nel carcere di Sulmona, un detenuto siciliano di 40 anni, collaboratore di giustizia. L’uomo è stato tenuto sotto osservazione per alcune ore nella cella dell’ospedale riservata ai detenuti, poi quando gli esami clinici sono rientrati nella norma è stato riportato in carcere.
Tra l’altro i medici hanno deciso di non sottoporlo a lavanda gastrica, proprio perché la situazione è stata sempre sotto controllo. Secondo quanto si è appreso, il collaboratore di giustizia siciliano ha messo in scena la protesta dopo che gli sarebbero stati negati alcuni permessi per tornare a casa e per poter incontrare i suoi familiari. Da diverso tempo, l’uomo non ha contatti con la moglie detenuta anche lei in un altro carcere della Penisola, e ha chiesto al giudice di sorveglianza del tribunale dell’Aquila, di poter tornare a casa in Sicilia per alcuni giorni, per poter incontrare i suoi familiari e avere notizie anche della moglie. Evidentemente il giudice ha ritenuto non opportuno e pericoloso concedergli una licenza premio e ha risposto negativamente. Da qui è partita la protesta del detenuto.

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