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venerdì 24 dicembre 2010

Oristano: interrogazione Pd sul caso del detenuto sardo trasferito a Taranto

23 dicembre 2010

È stato segnalato al ministro della Giustizia Angelino Alfano, con un’interrogazione di due deputati del Pd, il caso di Graziano Congiu, bracciante agricolo di Milis (Oristano) detenuto per rapina, trasferito dal carcere di Oristano a quello di Taranto.
I parlamentari Amalia Schirru e Guido Melis sottolineano che il difensore di Congiu ha lamentato di non poter svolgere nel migliore dei modi il proprio lavoro, a causa del trasferimento del suo assistito. A segnalare il caso del bracciante, nei giorni scorsi, era stata l’associazione Socialismo Diritti Riforme, presieduta dall’ex consigliera regionale, Maria Grazia Caligaris.
“Le distanze dalla Sardegna - si legge nell’interrogazione dei due deputati sardi - creano di fatto problemi insormontabili che ledono il diritto della difesa sancito dalla Costituzione italiana. Senza entrare nel merito della decisione sull’applicazione dell’articolo 14 - bis della legge sull’ordinamento penitenziario secondo cui veniva applicato il regime di sorveglianza particolare, di fatto, il detenuto è stato privato di ogni minima possibilità di difesa in ordine al procedimento penale per il quale è stato tratto in arresto”.
“Questa fase pre-dibattimentale, particolarmente delicata, richiede - si precisa nell’interrogazione - un confronto diretto tra il difensore ed il proprio cliente al fine di poter nel modo migliore possibile e senza alcuna limitazione, tutelare gli interessi dell’imputato ed approntare, in comune accordo con il difeso, tutte le migliori strategie processuali volte a preservare e garantire quel diritto alla difesa garantito dalla Carta costituzionale e dalla legge”.
“In Sardegna - ricorda Caligaris, ribadendo la necessità del rispetto del principio della territorialità della pena - esistono altre strutture idonee ad ospitare detenuti sottoposti all’articolo 14 - bis della legge sull’ordinamento penitenziario (come Macomer, in provincia di Nuoro), facilmente raggiungibili dal difensore per poter adempiere al mandato professionale”.

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