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sabato 27 novembre 2010

TRENTO: ARTIGIANO IN CARCERE PER 134 EURO NON VERSATI ALL'INPS

In galera per aver omesso di versare 134 euro di contributi Inps. E' il rischio che corre un artigiano trentino, che, per una micro evasione contributiva, ora rischia di passare il Natale in carcere. I suoi avvocati, Marcello Paiar e Andrea Depilati, incaricati tardivamente di seguire il caso, ora stanno cercando una via d'uscita, ma l'operazione non e' semplice e neppure breve.

Il caso non e' frutto di alcun accanimento giudiziario. Forze dell'ordine e magistratura si sono limitati ad applicare la legge e non potevano fare altrimenti. La colpa semmai e' dell'arrestato, che non ha dato troppo peso alle notifiche arrivategli a casa, finche' i carabinieri non lo hanno accompagnato in carcere. Cosa e' accaduto?
L'uomo, in passato titolare di una ditta individuale, nel 2006 omise un versamento contributivo da 134 euro; omissione che poteva essere sanata con il pagamento e una piccola sanzione. Per qualche ragione, cio' non avvenne e cosi' scatto' un procedimento penale.

All'inizio di quest'anno l'artigiano venne processato e l'8 febbraio del 2010 fu condannato in contumacia a tre mesi e 300 euro di multa. Non beneficio' della sospensione condizionale, perche' aveva subito un'altra condanna simile: un mese per un altro mancato versamento di contributi Inps da 68 euro.

Per quella prima condanna l'uomo, padre di famiglia con moglie e una figlia piccola, aveva intrapreso un percorso di 'riabilitazione', seguito dall'Ufficio esecuzione pene esterne.
Al passaggio in giudicato della seconda condanna, quella a 3 mesi , all'artigiano venne notificato un ordine di esecuzione pena con sospensione di 30 giorni per permettergli di ricorrere al medesimo servizio.

L'uomo pero', che in quel momento non era seguito da un avvocato, ha erroneamente creduto che gli avvisi si riferissero sempre al primo procedimento per cui era gia' seguito dall'Ufficio esecuzione. E' seguita una telefonata da parte dei carabinieri, che gli dovevano notificare degli atti. Dopo aver salutato moglie e figlia, convinto di dover solo ritirare una carta, ha scoperto in caserma che per lui si stavano aprendo le porte del carcere.

Solo a questo punto e' stato chiesto l'intervento di due avvocati di fiducia, che ora potrebbero chiedere al Tribunale di sorveglianza una misura alternativa come gli arresti domiciliari, oppure la temporanea sospensione dell'ordine di esecuzione. In ogni caso i tempi non saranno brevissimi.

1 commento:

Adduso ha detto...

A mio mero avviso, non è certamente colpa di noi comuni cittadini italiani se siamo degli ignoranti in materia di Diritto. Nella nostra inutile scuola non c'insegnano le vere regole del vivere quotidiano, quindi le norme penali e civili. Si studia ancora come e quando il sole girava intorno alla terra ma mai le nostre vere ‘’Tavole’’ (Codici) di comportamento.
Ma d’altronde, coincidenza vuole, anche grazie a questo nostro endemico ‘’oceano’’ d’ignoranza giuridica, la politica, le Istituzioni, la burocrazia, ecc. ci possono ‘’pascolare’’ e ‘’macellare’’ quando e come vogliono.

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