L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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giovedì 18 novembre 2010

DDL Alfano. Accolti due ordini del giorno dell'Associazione Detenuto Ignoto su anagrafe delle carceri e introduzione di una nuova pena

Atto Senato n. 2313
(Disposizioni relative all'esecuzione
presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno)


ORDINE DEL GIORNO

Il Senato

considerato che:
Walter Bagehot, nel suo The English Constitution (1867) sottolinea le funzioni educativa ed informativa del Parlamento, il che comporta un flusso comunicativo costante con i cittadini anche in ordine al controllo delle funzioni espletate dall'Esecutivo e dall'amministrazione pubblica;
rilevato che la relazione con cui "il Ministro della giustizia, sentiti i Ministri dell’interno e per la pubblica amministrazione e l’innovazione, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di polizia penitenziaria e del personale civile del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia" deve essere svolta "anche in relazione all’entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati nonché al numero dei condannati in esecuzione penale esterna";
considerato che l'approccio alla funzione di pubblicità dei dati dell'Amministrazione non può e non deve essere soltanto di tipo quantitativo, se non a rischio di deprimere la menzionata "funzione pedagogica", attraverso cui il Parlamento è chiamato, sempre secondo l'insegnamento anglosassone, a incidere, a modificare ed a migliorare la società, "insegnando alla nazione ciò che non sa" (Bagehot, cit.);
considerato altresì che innumerevoli disagi causati dal malfunzionamento del sistema penale, dalla inadeguatezza e insufficienza delle strutture anche professionali, rischiano di frustrare il fine pubblico da perseguire in tema penitenziario, cioè la reintegrazione dei soggetti devianti e criminali nel tessuto sociale della popolazione attiva nell’alveo di quanto disposto dalla Costituzione della Repubblica (art. 27).
premesso che, come citato nel disegno di legge per l'"attuazione dell'anagrafe pubblica degli istituti di pena" presentato dai sottoscritti senatori radicali in collaborazione con l'Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto:
A fronte di una popolazione detenuta ormai superiore alle 68mila unità, si assiste ad un vero e proprio salasso di denaro pubblico e di trasparenza: di una spesa quantificabile in più di 6 miliardi e mezzo di euro all’anno da parte dello Stato, il cittadino non ha elementi fruibili di conoscenza, che gli garantiscano un rapporto dettagliato dell’utilizzo di questo denaro. Avere informazioni dettagliate sugli istituti di pena presenti sul territorio italiano, al giorno d’oggi continua a risultare un’impresa tutt’altro che semplice, per la società civile e per l’informazione. Inoltre, la legge contempla la possibilità che il cittadino possa accedere ai documenti amministrativi allo scopo di garantire la trasparenza dell’attività amministrativa, ma reperire i bilanci delle amministrazioni penitenziarie allo stato attuale non rientra in questa possibilità, se non attraverso lunghe e incerte procedure burocratiche;

impegna il Governo
a) a dare inizio, in sede di relazione alle Camere ai sensi dell'articolo 5, all’acquisizione e messa a disposizione del Parlamento dei seguenti dati relativi a ciascuna amministrazione penitenziaria:
- bilanci delle amministrazioni penitenziarie;
- informazioni sulla struttura (anno di costruzione, successivi interventi edilizi, numero di bracci, numero e volumetria delle celle per ogni braccio, posti letto per cella, disposizione delle celle e degli impianti sanitari, spazi per attività ricreative e/o lavorative, ..);
- informazioni relative agli interventi di edilizia penitenziaria, trasparenza negli appalti (compensi, amministratori, estremi dei contratti d’appalto, consulenze…);
- curriculum e compensi dei quadri dirigenti operanti all’interno degli istituti;
- informazioni sul numero e grado degli agenti in servizio totali e effettivi;
- informazioni sul numero e sui compensi del personale amministrativo totali e effettivi;
- numero di educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, personale infermieristico totali e effettivi;
- numero e destinazioni dei distacchi del personale;
- regolamento penitenziario;
- numero dei detenuti presenti nell’istituto;
- mappa dettagliata dei detenuti e della loro composizione indicizzata per tipologie di reato, nazionalità, stato del provvedimento, permanenza residua e passata, sesso, religione;
- numero dei reclusi dichiarati assolti in seguito a carcerazione preventiva;
- numero dei detenuti aventi diritto al voto;
- numero dei detenuti lavoranti e loro referenti;
- numero dei detenuti reclusi in istituti al di fuori della regione di residenza
- elenco dei progetti e corsi professionali svolti nell’istituto, enti referenti, numero e tipologia dei partecipanti;
- informazioni su numero e qualifica del personale volontario;
- informazioni relative al calcolo delle spese di sopravitto;
- informazioni sui responsabili sanitari, incidenza di patologie (anche psichiche e atti di autolesionismo) e tossicodipendenze, incidenza di patologie di particolare gravità o tipiche delle persone sottoposte a privazione della libertà personale quali Aids, epatiti, tbc, scabbia, etc.; tempi e modalità di intervento medico, numero e modalità di decessi;
- informazioni generali sull’istituto.
b) a riversare, in una seconda fase, i dati di cui alla lettera a) in una banca dati, presso il Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: essa dovrà essere costituita da un archivio elettronico, aggiornato ogni 6 mesi, accessibile, in forme digitali libere e aperte, da parte di chiunque ne abbia interesse attraverso il sito web del Ministero della Giustizia, secondo le modalità stabilite da apposito regolamento e fatte salve restrizioni dovute a comprovate ragioni di sicurezza.


G1.0.1 (gia` em. 1.0.1)
Perduca, Poretti, Bonino, Granaiola
Non posto in votazione (*)
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2313, tenuto conto del contenuto dell’emendamento 1.0.1, impegna il Governo a valutare la possibilita` di adottare tra le pene principali che possono essere irrogate ai sensi degli articoli 17 e 18 del codice penale, l’affidamento ai servizi sociali per i reati che prevedono
una pena detentiva inferiore a tre anni.
——————————
(*) Accolto dal Governo.
ARTICOLO

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

PERO'! E' UN SUCCESSO STREPITOSO! L'AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI STABILITO DIRETTAMENTE DAL GIUDICE PER REATI CHE PREVEDONO LA PENA (EDITTALE?) INFERIORE A TRE ANNI. PERCHE' NON PARI O INFERIORE A TRE ANNI?

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