L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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mercoledì 29 settembre 2010

Le carceri italiane sono le più sovraffollate d’Europa, record anche per i detenuti in attesa di giudizio

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE

Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone” Associazione A “Buon Diritto”, Redazione “Radiocarcere”, Redazione “Ristretti Orizzonti”

Nelle carceri italiane in 100 posti-branda sono ammassate 152 persone.
Soltanto in Bulgaria il tasso di affollamento delle carceri è maggiore (155), mentre la media europea è 107 detenuti ogni 100 posti.

Un recente studio realizzato dell'International Centre for Prison Studies, King’s College, University of London, dal quale abbiamo tratto le statistiche allegate, aiuta a comprendere meglio le ragioni del sovraffollamento degli Istituti di pena nel nostro Paese.

L’Italia detiene in “record” delle custodie cautelari

Al 30 giugno 2010 il 42,5% dei detenuti era in attesa di giudizio e la metà di loro è destinato ad essere assolto: circa 15.000 persone, che scontano da innocenti mesi e a volte anni di “pena anticipata” e contribuiscono a rendere gremite le celle. La media europea dei detenuti in carcerazione preventiva è del 24%, ma scende rispettivamente al 15,2% e al 14,9 in Germania e in Inghilterra. In Polonia, addirittura il 90% dei detenuti ha una sentenza definitiva.

Le misure alternative sono poco utilizzate

Dal confronto tra il numero dei detenuti ogni 100.000 abitanti negli anni 1998 e 2010 appare evidente che alcuni Paesi sono riusciti a ridurre sensibilmente il tasso di carcerizzazione. Poiché il numero complessivo dei reati commessi nell’Ue è rimasto pressoché stabile negli ultimi 10 anni, questo risultato è frutto soprattutto di un maggiore utilizzo delle misure alternative per sanzionare i reati “minori”. In altri Paesi, al contrario, il carcere è rimasto lo strumento primario per la repressione della devianza, anzi nel corso degli anni si è iniziato ad utilizzarlo in nuovi ambiti. Così se Germania il tasso di carcerizzazione è diminuito da 96 a 88 (-12) e oggi in carcere ci sono 6.500 persone in meno rispetto a 12 anni fa, in Italia da 85 a 112 (+27) e i detenuti sono quasi 20.000 in più. Diminuzioni del tasso e del numero di detenuti si sono registrate anche in Portogallo, Irlanda del Nord, Paesi Baltici, Bulgaria e Romania (che ha visto dimezzarsi il numero di detenuti).
Tuttavia nella maggior parte degli Stati è prevalsa la tendenza ad un maggiore utilizzo del carcere: il tasso di carcerizzazione è così aumentato in Francia (+10%), in Inghilterra (+28%), in Belgio (+16%), in Olanda (+9%), in Svezia (+18%) e soprattutto in Spagna (+50%), dove oggi ci sono 31.000 detenuti in più rispetto al 1998. Nel complesso dell’Ue il numero dei detenuti è aumentato di 84.000 unità, passando dalle 551.643 del 1998 alle 635.845 di oggi. L’Italia ha contribuito per circa il 25% a questo “risultato”.

I detenuti extracomunitari

Nelle carceri dell’Ue sono detenuti 128.200 extracomunitari, di questi 24.600 in Italia. In termini percentuali rappresentano il 20,7% di tutte le persone presenti nelle carceri europee e il 36% in quelle italiane. Nel 1998 erano il 25% dei detenuti in Italia e il 16% in Europa, quindi l’incremento percentuale è stato maggiore (11 punti, contro 4,7) nel nostro Paese rispetto all’insieme dell’Ue.
Significativamente gli Stati nei quali i detenuti extracomunitari sono presenti in percentuali maggiori sono quelli che hanno adottato metodi più “decisi” nel contrasto all’immigrazione irregolare: Austria (45,8%), Grecia (43,9%), Italia (36,2%), Spagna (35,7%). Percentuali altissime ci sono a Cipro, Malta e Lussemburgo, ma non possono essere utilmente confrontate con quelle degli altri Paesi: le prime due nazioni rappresentano tappe naturali sulle rotte dell’immigrazione irregolare e il Lussemburgo è un piccolissimo principato dove i residenti stranieri sono più numerosi dei lussemburghesi stessi. Al contrario, percentuali più basse si registrano in Paesi di immigrazione “storica”: Inghilterra (13,1%), Francia (18,2%), Germania (26,3%).

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

MA TANTO, A BERLUSCONI CHE GLIENE FREGA, ANZI, COME SI DICE A ROMA: GLIENE PO' FREGA' DE MENO!

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