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lunedì 27 settembre 2010

Detenuto di 27 anni si impicca nel carcere di Belluno: è il 51° suicidio dell’anno

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE

Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone”Associazione A “Buon Diritto”, Redazione “Radiocarcere”, Redazione “Ristretti Orizzonti”



Mirco Sacchet, 27 anni, si è impiccato in una cella d'isolamento del penitenziario di Baldenich di Belluno. Aveva un cappio stretto al collo e l’altra estremità di un lenzuolo strappato legata ad una sbarra della sua cella. Così le guardie carcerarie di Baldeninch hanno trovato ieri mattina Mirco Sacchet, classe 1983 di Cesiomaggiore. Erano da poco passate le 6 del mattino quando è stato lanciato l’allarme al medico di guardia permanente nella casa circondariale. Ma ogni soccorso si è rivelato del tutto inutile dal momento che il detenuto era già deceduto da almeno un’ora.
Dramma, all’alba, all’interno delle mura del carcere di Belluno. Un dramma che coinvolge un ragazzo giovane, di appena 27 anni, che da qualche mese si trovava rinchiuso, su sua stessa richiesta, in una cella d’isolamento del carcere. Le modalità della disgrazia lasciano poco spazio a dubbi: dovrebbe trattarsi di un suicidio.
Anche se la procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della morte del giovane di Cesiomaggiore. Non è escluso che venga disposta l’autopsia. Non si sanno i motivi che l’hanno portato alcuni mesi fa a chiedere di essere spostato in una cella d’isolamento dove in genere sono rinchiusi i detenuti per i reati più gravi o perché necessitano di protezione o cure sanitarie.
Il giovane, infatti, si trovava in cella perché doveva scontare una pena di due anni e 20 giorni (patteggiata nel gennaio 2009) per un furto d’auto a Sedico e proprio oggi avrebbe dovuto presentarsi di fronte ad un giudice del tribunale di Belluno per rispondere, in udienza filtro, del reato di resistenza ed ingiurie a due carabinieri di Feltre per un fatto del 2006.
Il parroco del paese, don Andrea Piccoli, ha ricevuto ieri pomeriggio la visita dei genitori e del fratello di Sacchet. Erano distrutti dal dolore e non si sapevano dare una spiegazione dell’improvvisa tragedia che li ha colpiti. I funerali, che non sono stati ancora fissati, si faranno nella chiesa di Cesio.

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

E' INCREDIBILE, UN DETENUTO CHE SI IMPICCA IN CELLA DI ISOLAMENTO! QUANDO ERO IO DIRETTORE E UN DETENUTO CHIEDEVA DI ESSERE SPOSTATO IN CELLA DI ISOLAMENTO, ERA MIA CURA E DOVERE INVESTIGARE A FONDO I MOTIVI DIV TALE RICHIESTA. SI TRATTA DI UNA RICHIESTA, NON E' UN DIRITTO, PUO' ESSERE NEGATO. SE ERA UN SOGGETTO DEPRESSO NON DOVEVA ESSERE ISOLATO. SE C'ERANO ALTRI MOTIVI DOVEVANO ESSE CHIARITI. UN SOGGETTO A RISCHIO SUICIDIO VA SORVEGLIATO A VISTA. OGNI CARCERE DISPONE, SIA PIRE PER POCHE ORE AL MESE, DI UNO SPECIALISTA PSICHIATRA CHE DEVE PRONUNCIARSI PER ISCRITTO, PRESCRIVENDO I FARMACI NECESSARI A CONTENERE IL FENOMENO DEPRESSIVO. INOLTRE, NON VANNO LASCIATI OGGETTI ATTI A ESSERE USATI CAPPIO. MEGLIO SALVARE UNA VITA CHE PREOCCUPARSI TROPPO DEL DISAGIO DI NON AVERE LENZUOLI, FEDERE ECC.

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