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martedì 10 agosto 2010

Giustizia: a Ferragosto c’è chi va al mare… e chi va in galera

di Dimitri Buffa


L’Opinione, 10 agosto 2010

L’obiettivo è semplice: a Ferragosto i Radicali italiani, che notoriamente sono laici, adempiranno quello che è un precetto cristiano per antonomasia, visitare i carcerati. Portar loro conforto. Specie nella attuale situazione in cui si avviano allegramente verso quota 70 mila, in strutture che a malapena possono contenerne 44 mila.
Lo scorso anno l’iniziativa del “Ferragosto in carcere” ha avuto un grande riscontro: in tre giorni, grazie alla disponibilità di 165 parlamentari, sono state visitate quasi tutte le oltre duecento strutture penitenziarie presenti sul territorio. La più massiccia e importante visita di sindacato ispettivo mai effettuata in Italia.
“Quest’anno - si auspicano i Radicali la cui delegazione sarà condotta da Rita Bernardini e Marco Pannella - se possibile, dobbiamo fare meglio, completando con le nostre visite tutte le carceri, compresi gli istituti per minori”. Insomma si spera che in questi tre giorni, dal 13 al 15 agosto, gli italiani possano vedere lo spettacolo molto civile (e d’altronde in Gran Bretagna i deputati sono dei “civil servants”) di duecento e più tra deputati e senatori che si fanno carico di dare una risposta a qualcosa cui per la verità anche il ministro Alfano aveva tentato di darla. Con il cosiddetto decreto, poi ddl, “svuota carceri”, che alla fine è stato svuotato lui, da un abile gioco delle parti in Commissione giustizia tra Lega Nord, Di Pietro, parti del Pd (la capogruppo Donatella Ferranti) e del Pdl.
Certo, vista l’eterna atmosfera preelettorale, nel nostro Paese nessuno vuole restare con il cerino in mano di avere aiutato i più bisognosi anche di aiuto a tornare sulla retta via. Dall’inizio dell’anno sono morte 110 persone in carcere? “E chi se ne frega”, è il motto implicito coniato da un deputato leghista che ogni volta che la Bernardini in aula ha fatto presente che c’era stato un nuovo suicidio tra i detenuti esclamava “uno in meno”.
Peccato che si suicidino anche gli agenti, i direttori, i provveditori: tutti quelli che hanno a che fare con questi luoghi maledetti. Indifferenza e tracotanza ovviamente valgono finché non diventano loro, i politici, magari gli stessi leghisti, dei detenuti: a quel punto scatta il garantismo. Per fortuna ci sono i Radicali con il loro 2 e rotti per cento a far saltare questi squallidi calcoli e a riportare almeno parte dei rappresentanti eletti in Parlamento a un ruolo più alto dei loro compito.

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