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giovedì 19 agosto 2010

Giustizia: nelle carceri una situazione drammatica, al limite della violazione dei diritti umani

di Dani Pasqua

ROMA – La condizione in cui versano le carceri italiane è critica e a confermarlo ci hanno pensato i Radicali dando vita, per il secondo anno consecutivo, all’’iniziativa “Ferragosto in carcere”. L’intento era quello di far sentire la vicinanza della politica alle problematiche delle carceri italiane; su tutte, il sovraffollamento nelle celle e il personale ridotto, problemi quest’anno giunti ad un livello drammatico.

Il risultato è che i politici riportano al mondo ‘civile’ uno spaccato di vita quotidiana carceraria che non solo non può essere associabile ad un paese che si dice avanzato, ma che in alcuni casi potrebbe delineare una violazione dei diritti umani. Il 'Ferragosto in carcere, giunto alla seconda edizione, si è svolto tra venerdì 13 e domenica 15 agosto. Hanno aderito oltre 200, tra deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici, ma anche magistrati di sorveglianza, presidenti di tribunali e procuratori generali. Parere positivo anche dalla CEI “L'iniziativa é senz'altro un gesto concreto per dare rilievo a una condizione che oggi presenta particolari urgenze, come dimostra l'alto numero di suicidi che si sono susseguiti dall'inizio dell'anno”, ha detto al Foglio il portavoce della Cei, don Domenico Pompili. ““La Chiesa - ricorda il portavoce della Cei - e' vicina ai detenuti tutti i giorni, con i suoi cappellani che assistono chi cerca di ricominciare a vivere”


E la drammaticità della situazione viene fuori dai dati sciorinati dal Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria). In Italia vi sono 206 istituti per 64.406 detenuti, ossia 20mila in più di quelli regolamentari. La regione che ospita il maggior numero di reclusi è la Lombardia con 8.813, seguita dalla Sicilia con 7.615 e dalla Campania con 7.589; gli uomini dietro le sbarre sono 62.040, le donne 2751. Il carcere più affollato è Poggioreale a Napoli con 2.266 detenuti contro una capienza di 1.400 unità, seguono poi Lecce che ospita oltre 700 detenuti in più di quelli previsti, e San Vittore a Milano con oltre 600 esuberi. Il 37% dei prigionieri sono stranieri e tra loro la maggioranza, quasi 20 mila, sono extracomunitari.

Tutti i parlamentari che hanno visitato le carceri erano convinti di essersi trovati di fronte alla situazione peggiore, quindi viene logico capire come la situazione generale di tutte le carceri italiane sia disperata. “Sassari presenta la situazione carceraria più drammatica in Italia, tanto che in qualunque momento la Corte europea potrebbe condannare l'Italia per violazione dei diritti umani.” Hanno dichiarato il deputato Guido Melis e il senatore Gian Piero Scanu (PD) dopo aver visitato la casa circondariale di Sassari insieme alla presidente dell'associazione "Il detenuto ignoto", la radicale Irene Testa che ha voluto ribadire “Le condizioni igenico sanitarie sono terrificanti e non stupisce che 57 detenuti si siano presi l'epatite”. La radicale Rita Bernardini ha detto dell’Ucciardone di Palermo “I detenuti vivono in condizioni disumane. Vi sono celle superaffollate - ha aggiunto - condizioni igienico sanitarie allarmanti, 700 detenuti contro i 430 previsti per regolamento, sporcizia, insetti, scarafaggi e topi ovunque”.

Diretta conseguenza di questa esasperante condizione potrebbero essere i numerosi suicidi in carcere. L’associazione “Ristretti orizzonti”, con il suo dossier “morire di carcere” fa sapere che tra il 2000 e il 2010 i morti in carcere sono stati oltre 1700, di cui quasi 600 di suicidio (quasi un terzo). Nell’anno corrente, al 12 agosto 2010, le morti registrate sono state 112, di cui 41 suicidi (oltre un terzo).

E la politica? Il ministro Alfano aveva deciso di mettere mano alla situazione promettendo nuovi interventi di edilizia penitenziaria; misure deflattive; aumento consistente dell’organico della polizia penitenziaria. Ma come la maggior parte delle promesse politiche, anche queste se le è portate via il vento e sono rimaste le buone intenzioni.

Naturalmente non sono mancate le polemiche per alcuni partecipanti a questa iniziativa. In particolare la presenza di Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino ha dato vita ad una ridda di accuse e prese di posizione. Uno condannato a sette anni dalla corte d'Appello di Palermo, l'altro già raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, coinvolto in un'inchiesta che lo vede accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Entrambi iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Roma per la vicenda P3. Dell'Utri ha visitato il penitenziario di Como, Cosentino quello di Secondigliano.
Leoluca Orlando (Idv) l’ha definita una partecipazione “Provocatoria. In virtù della loro impunità politica e di leggi ad personam – ha continuato - non hanno conosciuto e non conosceranno mai il carcere”. L'associazione Antigone aveva chiesto di “evitare di includere nel gruppo di autorevoli visitatori coloro che, stando alle sentenze, potrebbero esservi ospitati”.
Ma a difendere i due ci hanno pensato i radicali, Bernardini in testa “Ottimo lavoro ispettivo”, e l’associazione “Il detenuto ignoto”, il cui segretario, Irene Testa, ha giustamente commentato “Chi ha problemi con la giustizia dovrebbe essere più motivato di altri a risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri.”

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

E' un pezzo che i diritti umani sono violati!

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