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venerdì 13 agosto 2010

Cosentino e Dell'Utri in visita alle carceri, per l'Idv è una «provocazione»

di Andrea Franceschi

da Il Sole24Ore

13 agosto 2010
Uno condannato a sette anni dalla corte d'Appello di Palermo, l'altro già raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, coinvolto in un'inchiesta che lo vede accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Entrambi iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Roma per la vicenda P3.
Marcello dell'Utri e Nicola Cosentino. Uno fondatore di Forza Italia e braccio destro di Silvio Berlusconi, l'altro coordinatore del Pdl in Campania ed ex sottosegretario all'economia. Tutti e due parteciperanno all'iniziativa «Ferragosto in carcere», promossa dalla parlamentare radicale Rita Bernardini (gruppo Pd). Dell'Utri visiterà il penitenziario di Como, Cosentino quello di Secondigliano.
Una partecipazione definita «provocatoria» dal portavoce dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando perché «in virtù della loro impunità politica e di leggi ad personam, non hanno conosciuto e non conosceranno mai il carcere». Alla fine del 2009 la Camera ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti di del deputato di Casal di Principe.
Le parole dell'ex sindaco antimafia di Palermo vanno sulla scia di quanto dichiarato da Mauro Palma, presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa. Palma, che presiede anche l'associazione Antigone, aveva infatti chiesto di «evitare di includere nel gruppo di autorevoli visitatori coloro che, stando alle sentenze, potrebbero esservi ospitati».
Ma radicali difendono Dell' Utri. «Sono convinta - ha dichiarato la stessa Rita Bernardini - che il senatore farà un ottimo lavoro di sindacato ispettivo, come accadrà per gli oltre 200 parlamentari di tutti i gruppi politici che sotto ferragosto visiteranno gli oltre 200 istituti penitenziari dove detenuti e personale sono sottoposti in modo continuativo a trattamenti disumani e degradanti».
Dello stesso avviso Irene Testa, segretario dell'associazione radicale "detenuto ignoto". «Chi ha problemi con la giustizia dovrebbe essere più motivato di altri a risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri» commenta. «E poi a noi, più che le polemiche, interessa sensibilizzare la classe politica al problema del sovraffollamento delle carceri. Ho visitato il San Sebastiano di Sassari e vi posso dire che la situazione è gravissima. Ci sono 214 detenuti stipati in una struttura fatiscente della fine del '700 in compagnia di topi e piccioni. Non hanno la carta igenica e si devono pulire con la carta dei giornali. Le condizioni igenico sanitarie sono terrificanti e non stupisce che 57 detenuti si siano presi l'epatite».

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