L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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mercoledì 28 luglio 2010

Nel carcere di San Sebastiano

Dichiarazione di Maria Isabella Puggioni esponente Radicale e di Irene Testa Segretario dell' Associazione il Detenuto Ignoto

Non solo le celle sono fatiscenti, alcune ricoperte di muschio verde, non solo in queste celle si resta per 20 ore,senza nessuna possibilità di lavoro, non solo le stesse celle non possono essere pulite( mancano i soldi per l’acquisto dei detersivi), non solo nelle celle previste per una persona ci sono tre letti a castello e tre persone sono obbligate a convivere in sette metri quadri, gabinetto alla turca compreso, non solo ci sono 144 tossicodipendenti e numerosi casi psichiatrici con tutti i problemi connessi. Non solo su 95 posti letto ci sono 208 detenuti ( ben 113 in più) . Ma Dinanzi a questa situazione il numero degli agenti della polizia penitenziaria è dimezzato non solo rispetto alle necessità, ma a quanto previsto dalla legge e dai trattati internazionali.

Tutti potevano prevedere che in una tale situazione prima o poi potesse accadere l’irreparabile.Ma non il DAP, non il ministro!

Ed ecco, puntuale, il ritardato soccorso e la morte di un suicida:
un uomo accusato del più infamante dei delitti, l’aver abusato della sua stessa figlia.
Per questo subito incarcerato, come se la sua colpevolezza fosse già provata, mentre disperatamente proclamava la sua innocenza. La magistratura indaga. E su chi indaga?

Sul direttore del carcere, il comandante, un agente. Non conosciamo gli eventuali capi d’imputazione, ma forse: mancata capacità di moltiplicarsi?

Siamo sicuramente poco informati, ma non abbiamo notizia di indagini sul mancato rispetto delle leggi, dei trattati internazionali, dei diritti dei detenuti e della Costituzione stessa da parte del DAP e del ministro competente.

Non c’era l’obbligatorietà dell’azione penale?

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

Spiacente, qui non vi seguo. Nei casi di suicidio di un detenuto si apre una doppia inchiesta, una amministrativa e l'altra penale.
Ciò è noto.
Altrettanto chiaro è il motivo.
La magistratura deve accertare se di suicidio si è trattato, se vi è stata omissione di soccorso.
L'insufficienza del personale è una discriminante sicura, qualora un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvare il detenuto, ma va dichiarato almeno con un provvedimento di archiviazione.
Quanto alla carenza di personale sono sempre stato molto scettico. Evidente che non nutro molta fiducia nei direttori e nei sindacati di categoria.

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