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mercoledì 21 luglio 2010

Interrogazione parlamentare di Rita Bernardini sul carcere di Buoncammino di Cagliari

Interrogazioni a risposta scritta:

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.

- Per sapere - premesso che:

l'interrogante, assieme alla segretaria dell'Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto, Irene Testa, e a Cristiano Scardella militante dei diritti umani di Cagliari, il giorno 10 luglio 2010 ha effettuato una visita ispettiva presso la casa circondariale Buoncammino di Cagliari;
sotto la guida del comandante dottoressa Michela Cangiano, l'interrogante ha potuto parlare tanto con i detenuti quanto con gli agenti e il personale sanitario, verificando le condizioni di esecuzione della pena;
nell'istituto, a fronte di una capienza regolamentare di 330 persone, sono accalcati 535 detenuti di cui 127 in attesa di 1o giudizio, 84 ricorrenti, 56 ricorrenti, 265 definitivi, 1 internato provvisorio e 1 internato definitivo; nel 2009 si è registrato un forte turn over di presenze: nell'anno, infatti, ben 2.000 sono i detenuti transitati nella struttura;
fra i 535 detenuti, 167 sono tossicodipendenti e 17 alcoldipendenti mentre, secondo quanto riferito dal dottor Matteo Papoff, le diagnosi psichiatriche riguardano ben 160 ristretti; 40 detenuti hanno un'infezione da HIV, mentre coloro che sono affetti a epatite C sono 215;
a fronte di un quadro sanitario così compromesso, il personale sanitario è del tutto insufficiente e, ad aggravare la situazione, c'è da sottolineare il fatto che ancora non è stato effettuato il passaggio dalla sanità penitenziaria a quella del Servizio sanitario nazionale; ciò determina un quadro di incertezza anche su come nel 2011 avverrà il finanziamento di tutto il settore sanitario del carcere, personale compreso;
i detenuti stranieri sono circa il 10 per cento e, paradossalmente, proprio il carcere è la prima istituzione che si occupa di loro dal punto di vista sanitario; i servizi sul territorio, infatti, sono assolutamente carenti per tutti i cittadini disagiati per cui il carcere - come ha confermato il dottor Papoff - è divenuta una vera e propria discarica del disagio sociale;
i detenuti passano chiusi in celle sovraffollate 20 ore al giorno senza svolgere alcun tipo di attività; la presenza all'aperto prevista dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15 (anche con il solleone estivo) si svolge in passeggi squallidi e angusti, giustamente definiti «cubicoli», cioè gli spazi sepolcrali delle antiche catacombe;
nelle celle del piano terra, ciascuna di circa 8 metri quadrati e perciò destinate in origine ad ospitare una persona, convivono dai 2 ai tre detenuti; considerata la superficie occupata dal letto a castello, dal tavolo, dagli sgabelli e dai miseri mobiletti, non c'è lo spazio fisico per muoversi; dato lo scarso rifornimento da parte dell'amministrazione di stracci e detersivi, le celle - già fatiscenti - sono sporche e maleodoranti; la presenza di scarafaggi è all'ordine del giorno e, non di rado, circolano anche topi;
dopo l'ulteriore taglio delle mercedi, sono veramente pochissimi i ristretti che hanno la fortuna di poter lavorare e i pochi che hanno questa opportunità, che riguarda esclusivamente impieghi che non offrono alcuna opportunità di imparare un mestiere utile per l'esterno, lo fanno per pochi spiccioli al mese: un rumeno che aveva lavorato per 5 mesi ha ricevuto 100 euro al mese dai quali l'amministrazione sottrae circa 60 euro per il mantenimento e per la quota INPS; un altro detenuto, per un mese di piantonamento ha ricevuto 60

euro che, sottratto il mantenimento e la quota INPS, si sono ridotti a 27 euro;
fa parte dello sfascio gestionale dell'istituto - privato dall'amministrazione centrale dei mezzi indispensabili di sussistenza - anche la sensibile carenza dell'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori e degli psicologi;
nel quadro sopra descritto, è facile che accadano (e accadono) episodi di inqualificabile disfunzione burocratica che pesano in modo insopportabile dal punto di vista umano sulle già disperate condizioni di vita dei detenuti:
Riccardo Brunella, per esempio, da una parte si è visto autorizzare dal magistrato le telefonate alla sorella ma dall'altra gli sono state negate dall'Ufficio Comando «perché il numero telefonico non compare nelle pagine bianche»;
Stefano Carmignani, detenuto in carrozzina, è stato inviato da Sassari a Buoncammino perché nel carcere di San Sebastiano ci sono barriere architettoniche; da Cagliari è stato però assegnato a Poggioreale, ma le udienze dei suoi processi si svolgono tutte in Sardegna;
Efisio Gerina, è stato operato per due volte al retto per un tumore e sta in cella con la sacca per defecare; è inoltre affetto da aneurisma dell'aorta addominale sottorenale e molti familiari, padre compreso, sono morti a seguito di questa patologia; continua a rimanere in prigione nonostante che il suo stato di salute sia stato riconosciuto incompatibile con lo stato di detenzione in carcere;
due sale colloqui hanno ancora l'illegale muretto divisorio; l'area verde per gli incontri con i figli o parenti minori non esiste;
il nuovo carcere di Uta, secondo le più ottimistiche previsioni, entrerà in funzione tra il 2011 e il 2012, avrà 800 posti, anche se ancora non si sa con quale personale verrà gestito e se saranno realizzate le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita -:
quali provvedimenti si intendano adottare per riportare nella legalità costituzionale il carcere di Buoncammino e per porre fine ai trattamenti disumani e degradanti ai quali sono sottoposti i detenuti;
cosa si intenda fare per colmare la carenza di organico del personale: agenti, educatori e psicologi;
cosa si intenda fare per fronteggiare la gravissima situazione sanitaria, per accelerare il passaggio della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale e per garantire finanziamenti adeguati per l'anno prossimo;
in che modo si pensi di poter affrontare - nella situazione igienico-sanitaria sopra descritta del carcere di Buoncammino e, in particolare, nell'attuale periodo estivo - il rischio di diffusione di malattie infettive;
in particolare, quali iniziative immediate si intendano mettere in atto per aumentare gli spazi di vivibilità delle celle, fino a farli divenire degni di un essere umano; per fare in modo che i detenuti non siano costretti a trascorrere nell'ozio e nella sporcizia 20 ore della loro giornata; per stanziare i fondi necessari almeno per la manutenzione ordinaria delle celle, delle docce, dello spazio wc in pessime condizioni igieniche, dei passeggi e delle caserme degli agenti; per mettere l'aria condizionata nelle sale dei colloqui, per togliere immediatamente il muretto che ancora persiste in due sale colloqui; per realizzare l'area verde per l'incontro dei detenuti con i loro bambini;
quali informazioni sia in grado di fornire sul nuovo carcere di Uta specificando quale sarà l'organico previsto per le diverse funzioni e se si stiano realizzando le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita nel piccolo comune in provincia di Cagliari.
(4-08051)

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