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mercoledì 23 giugno 2010

Lucca: emergenza per il personale del carcere, con le ferie sarà ridotto del 30 per cento

Il Tirreno, 22 giugno 2010

Scatta l’emergenza per il carcere di San Giorgio: a causa della mancanza di personale, che con le ferie sarà ridotto del 30 per cento, la struttura si troverà sotto i livelli minimi di sicurezza nei mesi di luglio e agosto. A lanciare l’allarme è il Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria maggiormente rappresentativo della realtà lucchese, che dice di trovarsi davanti a una situazione ormai giunta “a un punto di non ritorno” e denuncia che il San Giorgio sarà sguarnito proprio nel momento in cui è previsto un aumento di detenuti. Il personale è di 78 agenti di polizia penitenziaria, mentre l’organico ne richiederebbe 130.
I detenuti ospitati nell’istituto di pena sono 218, mentre la capienza della struttura è per 120 ristretti. Fino a settembre, infatti, scatterà ora il piano ferie. “Mediamente si assiste a una riduzione del 33 per cento - afferma Pasquale Salemme, segretario nazionale Sappe - che in questo caso vuol dire ridurre davvero all’osso l’organico in forze nella casa circondariale. Già ora il personale viene sottoposto a turni massacranti articolati nelle 24 ore, con una distribuzione pro capite di lavoro straordinario in eccedenza di 40-45 ore mensili.
Per garantire le ferie a tutti, ci sarà un carico di lavoro ulteriore per i colleghi che restano in servizio, in una situazione ben al di sotto dei livelli minimi di sicurezza”. Il sindacato tira in ballo l’incolumità degli stessi detenuti: “Se un ristretto dovesse sentirsi male, o ponesse in essere atti di autolesionismo, non potrebbe essere soccorso prontamente. Poi c’è la possibilità di disordini. Insomma, la posta in gioco è davvero altissima”.
Durante l’estate è peraltro atteso un aumento degli ingressi delle persone ristrette, in particolare dalla zona della Versilia, per la quale il San Giorgio rappresenta la casa circondariale competente territorialmente. A pagare le conseguenze di questo stato di cose, secondo il Sappe sarebbero proprio i lavoratori. A conferma dello stato di malessere e di lavoro eccessivo, infatti, ci sarebbe infatti la significativa percentuale di agenti riformati per infermità di servizio, interenti a “patologie psico-fisiche derivanti dal lavoro usurante svolto”. Per questi motivi, negli ultimi due anni è stato riformato il 10 per cento del personale in forza all’interno della casa circondariale.

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