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mercoledì 23 giugno 2010

Giustizia: Uil; carceri verso catastrofe, interventi naufragati su scogli dell’opportunità politica


Asca, 22 giugno 2010

Ancora un grido di allarme degli operatori penitenziari sulla condizione delle carceri italiane. Questa volta a parlare senza mezzi termini del raggiungimento di una “border line” della catastrofe” è la Uil Pa Penitenziari che ricorda che dal 1 gennaio 2010 ad oggi sono 32 i detenuti che si sono suicidati in carcere mentre 51 sono stati i tentati suicidi sventati in extremis dal personale i polizia penitenziaria sono.
Questo mentre ben 109 sono gli agenti della polizia penitenziaria che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, con prognosi superiore ai cinque giorni, per aggressioni da parte dei detenuti, 6 i detenuti evasi, 7 le tentate evasioni sventate. “Infine pare utile sottolineare - aggiunge il sindacato - come i 67.615 detenuti ristretti alle 17 di ieri determinano un superamento delle soglie massime di ricettività nel 100% delle carceri, che potrebbero ospitare al massimo 43.800 detenuti”.
“Nonostante l’esplicito appello del Presidente Napolitano e l’impietosa analisi dell’ex Presidente Ciampi i nostri politici sembrano avulsi da una realtà, quella penitenziaria, - ha commentato il segretario generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno - che si connota per inciviltà, illegalità e degrado. L’invocata svolta bipartisan è naufragata sugli scogli dell’insensibilità e dell’opportunità politica. Se da un lato il Governo e la maggioranza parlamentare paiono incapaci di delineare un quadro di soluzioni, dall’altro tutti i partiti dell’opposizione e quasi tutti i politici della minoranza sembrano non avere interesse reale verso il dramma umanitario e sanitario che si consuma all’interno di quelle discariche sociali che sono le nostre prigioni”.

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