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giovedì 18 febbraio 2010

ITALIA - Morte Cucchi, la sorella: preoccupati per le perizie, succedono cose gravi


'L'inchiesta procede, abbiamo fiducia nella Procura ma abbiamo una forte preoccupazione per le perizie, per cui stanno succedendo cose gravi'. Lo ha detto Ilaria, la sorella di Stefano Cucchi, il geometra romano morto all'ospedale Pertini di Roma a 31 anni il 22 ottobre scorso, a una settimana dal suo arresto per droga.'Quando lo Stato sbaglia - ha detto intervenendo a una conferenza stampa al Senato, a cui hanno preso parte altre famiglie coinvolte in morti sospette di detenuti - Stefano non puo' riposare in pace, perche' ancora non ci ridanno il corpo.E' come se il dolore per la sua riesumazione sia stato inutile.Siamo in attesa della tac, senza la quale i nostri medici non sono in grado di stabilire cio' che da sempre sosteniamo, cioe' che mio fratello e' morto in seguito alle percosse ricevute.Affrontare questa storia e' rinnovare un dolore ma soprattutto fa male dover combattere per avere giustizia, che dovrebbe essere doverosa in uno Stato di diritto'.Dal palco ha poi parlato, in una delle sue rarissime dichiarazioni alla stampa, anche Rita, madre di Stefano: 'Lo Stato me lo ha portato via - ha detto - lo Stato me lo ha ridato morto. Spero che dicano tutta la verita', noi non ce l'abbiamo con le istituzioni, non ce l'abbiamo con l'Arma, ma con una manciata di persone, in camice o in divisa, pagate dallo Stato.Vogliamo che siano giudicati da semplici cittadini italiani, perche' la legge sia davvero uguale per tutti'.


RADICALI CHIEDONO COMMISSIONE INCHIESTA MORTI SOSPETTE - La Commissione parlamentare d'inchiesta faccia luce sulle morti sospette avvenute nelle carceri italiane. E' la proposta fatta questa mattina dai Radicali e dall'associazione 'Il detenuto ignoto', nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta al Senato e che ha visto la partecipazione di numerosi familiari di detenuti morti in circostanze sospette in carcere.La deputata Rita Bernardini, in sciopero della fame dal 3 febbraio, ha chiesto che venga data rapida esecuzione alla mozione parlamentare che e' stata approvata alla Camera l'11 gennaio e che prevede il riordino del sistema carcerario."Qualcosa di importante - ha detto Rita Bernardini che e' membro della Commissione Giustizia della Camera - e' accaduto nel nostro Paese perche' si e' squarciato il velo della rassegnazione dei tanti familiari che ritenevano ormai impossibile ottenere la verita'. Questo e' accaduto in modo piu' evidente con la vicenda di Stefano Cucchi, grazie al coraggio della famiglia. Le carceri sono purtroppo delle istituzioni oscure e nonostante sia permesso accedere ai parlamentari e ai giornalisti, quando non ci sono questi occhi, accadono cose che e' difficile raccontare"."E' importante essere qui con le famiglie che hanno vissuto lo stesso dolore assurdo - ha detto Daria Cucchi, sorella di Stefano, morto in carcere il 22 ottobre, dopo otto giorni di detenzione -. Noi tutti chiediamo che ci sia data giustizia, e questo e' un dovere per le istituzioni. Continueremo ad avere fiducia nelle istituzioni anche perche' ci sono delle responsabilita' ma da parte dei singoli".Oltre alla vicenda di Stefano Cucchi stamattina sono state ricordate altre vicende che sono ancora oscure, come la morte di Marcello Lonzi, di 27 anni, deceduto nel carcere di Livorno l'11 luglio del 2003, ufficialmente per collasso cardiaco dopo essere caduto battendo la testa. Il corpo di Lonzi pero' era pieno di ferite e sono state riscontrate anche otto costole fratturate. Il caso di Stefano Frapporti, cinquantenne, ufficialmente morto suicida nel luglio del 2009 nel carcere di Rovereto e quello Katiuscia, trentenne, trovata impiccata con un lenzuolo nel novembre 2005, nel giardino dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere."Chiediamo verita' e giustizia per queste famiglie - ha detto Irene Testa, segretaria dell'associazione 'Il detenuto ignoto', che da cinque giorni e' in sciopero della fame - le istituzioni possono e devono fare qualcosa. Mi sono unita allo sciopero della fame di Rita Bernardini affinche' sia data esecuzione alla mozione gia' approvata sulle carceri, ma chiediamo soprattutto giustizia per queste morti sospette".

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