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giovedì 7 gennaio 2010

Suicidio a in carcere a Cagliari. Interrogazione

RITA BERNARDINI - Al Ministro della Giustizia

Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato nel comunicato stampa del 6 gennaio dell’Osservatorio Permanente sulle morti in carcere (composto da Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone”; Associazione “A Buon Diritto”, Redazione di “Radio Carcere”, Redazione di “Ristretti Orizzonti”), il 5 gennaio scorso Celeste Frau, 62 anni, condannato a 12 anni di carcere per una rapina commessa nel 2007, si è ucciso nel carcere “Buoncammino” di Cagliari;
Frau divideva la cella con altri tre detenuti, i quali, non vedendolo uscire dal bagno si sono
allarmati. Quando si sono affacciati, hanno visto il suo corpo penzolare dalla finestra. Aveva
annodato le lenzuola. Non ha lasciato un biglietto né, che risulti, aveva mai manifestato in
precedenza alcun intento suicida;

il detenuto morto suicida di mestiere faceva il rottamaio, aveva diversi precedenti penali ed era una vecchia conoscenza del direttore di Buoncammino, dott. Gianfranco Pala, il quale ha definito la sua morte “imprevista ed imprevedibile”, riferendo che Frau “aveva passato buona parte della sua vita in galera e non era depresso. Aveva un ottimo rapporto con i detenuti e con gli agenti. Semmai aveva problemi cardiaci e per questo era seguito con particolare attenzione dai medici”;
sulla vicenda l’avvocato del detenuto, Erika Dessì, ha dichiarato quanto segue: “Ero fermamente
convinta della sua innocenza. Frau è stato condannato perché a casa sua sono stati trovati alcuni
gioielli della rapina. Ma il suo telefono all'ora della rapina aveva agganciato una cella di Assemini,
dove risiedeva. Dopo la pubblicazione della sentenza mi sarei battuta in cassazione per farlo
assolvere”;

con la morte di Celeste Frau salgono a 21 i detenuti morti negli ultimi 8 anni nel carcere di Cagliari:

11 si sono suicidati, 4 sono deceduti per malattia e per altri 6 è stata aperta un’inchiesta giudiziaria mirante all’accertamento delle cause della morte;

per quanto riguarda i suicidi di detenuti “over 60”, con quello di Frau negli ultimi otto anni se ne
contano 26, di cui 3 ultrasettantenni. Di certo le condizioni detentive, caratterizzate da un cronico
sovraffollamento e dalla carenza di personale, anche sanitario, penalizzano in maniera particolare i detenuti anziani che avrebbero bisogno di spazi e assistenza adeguate (attualmente negli istituti di pena sono oltre 2.500 gli “over 60” e 450 di loro hanno più di 70 anni);
dopo che il 2009 ha fatto registrare il numero più alto di suicidi in carcere della storia italiana (72), il 2010 sembra essere iniziato all’insegna della medesima "emergenza", atteso che questo è già il secondo suicidio registratosi negli istituti di pena a nemmeno una settimana dall’inizio dell’anno:-

quali siano le informazioni del Ministro sui fatti riferiti in premessa e, in particolare, se non intenda avviare, nel rispetto e a prescindere dalla eventuale inchiesta che sulla vicenda aprirà la
magistratura, un'indagine amministrativa interna volta a verificare se in merito al suicidio di
Celestino Frau non sia ravvisabili profili di responsabilità della direzione dell’istituto per omessa
vigilanza;

se il Ministro non ritenga che l'alto tasso di suicidi in carcere dipenda anche dalle condizioni di
sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al
loro interno, soprattutto con riferimento ai 26 suicidi di ultrasessantenni registratisi negli ultimi otto anni;

se ritenga necessario assumere iniziative normative volte a modificare il regolamento
sull'ordinamento penitenziario al fine di assicurare, attraverso una maggiore personalizzazione del trattamento, una «detenzione giusta», rispettosa del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali degli individui, se del caso, istituendo in ogni carcere degli appositi presidi specializzati per prevenire il rischio-suicidi e le altre emergenze legate ai disagi psicologici;
quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei decessi per suicidio in carcere;

se non ritenga urgente riferire sulla reale consistenza dei 21 decessi avvenuti nel corso degli ultimi 8 anni nell’istituto di pena cagliaritano;

quali provvedimenti ritenga opportuno adottare per ricondurre il carcere Buoncammino di Cagliari nella legalità, così da assicurare condizioni di vita dignitose sia ai detenuti che al personale di polizia penitenziaria.

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