L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





venerdì 8 gennaio 2010

CARCERI: OSSERVATORIO, FREQUENZA SUICIDI 20 VOLTE PIU' ALTA =

AGI) - Roma, 8 gen. - Nel nostro paese il suicidio tra i detenuti "ha una frequenza 20 volte maggiore rispetto a quella nella cittadinanza italiana". Ad affermarlo, dati alla mano, e' l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, che ricorda come "non dappertutto e' cosi': anche in alcuni paesi che riteniamo meno 'democratici' e 'civili' rispetto all'Italia i suicidi tra i detenuti sono meno frequenti. In Romania, ad esempio, ci sono 40mila detenuti circa e avvengono di media 5 suicidi l'anno. In Polonia ci sono oltre 80mila detenuti e si registra un numero di suicidi che e' la meta' rispetto a quello dell'Italia. Negli Stati Uniti in 25 anni il numero dei detenuti suicidi si e' ridotto del 70%, anche grazie al lavoro di una sezione 'ad hoc' per le carceri all'interno del Dipartimento federale per la prevenzione del suicidio".I responsabili dell'Osservatorio hanno analizzato oltre 1.400 suicidi avvenuti nelle carceri italiane nell'arco degli ultimi 30 anni ma anche un numero molto maggiore di tentati suicidi avvenuti nello stesso periodo (oltre 19mila), da tutti i possibili punti di vista; personologico, giudiziario, ambientale. Questo significa che oltre il 90% dei detenuti che tentano di togliersi la vita vengono 'salvati' e, nel 70% dei casi, il suicidio viene sventato dall'intervento dei compagni di cella, mentre nel restante 30% circa sono gli agenti di polizia penitenziaria ad intervenire in tempo e salvare la vita al detenuto". (AGI) Bas 081316 GEN 10

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget