L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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domenica 6 dicembre 2009

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE


Radicali Italiani, Ass. “Il Detenuto Ignoto”, Ass. “Antigone”, Ass. A “Buon Diritto”, “Radiocarcere”, “Ristretti Orizzonti”


Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane sono morti 168 detenuti, di cui 66 per suicidio. Nel solo mese di novembre i decessi sono stati 17, di cui 5 per suicidio, 6 per malattia e 6 per cause ancora da accertare.

Tutta la documentazione al riguardo è visibile a questo indirizzo: http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/index.htm

Tra le morti accadute a novembre alcune in particolare hanno suscitato vivaci polemiche sulle condizioni di vita in carcere: da quella di Giuseppe Saladino, arrestato per aver scassinato dei parchimetri e morto il giorno seguente nel carcere di Parma (sembra per infarto), a quella di Yassine El Baghdadi, di soli 17 anni, suicida nell’Ipm di Firenze dove si trovava da mesi attendendo il processo per il tentato furto di alcuni orologi.

Ma anche altri suicidi hanno dato luogo a discussioni sulle motivazioni e le dinamiche dell’atto: da quello di Giovanni Lorusso, nel carcere di Palmi (Rc), dove sembra fosse stato trasferito dopo un litigio con agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Ariano Irpino (Av), a quello di Bruno Vidali nel carcere di Tolmezzo (Ud), che è morto proclamando la sua innocenza, dopo mesi di battaglie legali che non avevano sortito alcun effetto (anche lui era in attesa di processo), per finire con il caso di Massimo Gallo, morto impiccato in un sottoscala di transito verso il cortile per l’ora d’aria nel carcere di Vercelli.

Tra le morti per “cause naturali” da segnalare quella di Simone La Penna, ricoverato nel Centro Clinico di Regina Coeli, con problemi di tossicodipendenza e anoressico, che in carcere aveva perso 30 chili di peso, fino a morire.

Nei giorni scorsi, grazie alle segnalazioni di diverse persone, siamo riusciti a “far emergere” 4 casi accaduti a novembre (3 a Napoli Secondigliano e 1 a Cagliari), che non erano stati rilevati da nessun organo di informazione. Su questi stiamo raccogliendo altre notizie, che verranno integrate nel dossier appena le avremo verificate.

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