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giovedì 3 dicembre 2009

La situazione. Dal Ministero della Giustizia ancora favole e bubbole

di Valter Vecellio

Quindicesimo giorno di sciopero della fame della parlamentare radicale Rita Bernardini, e di Irene Testa ad Annarita Digiorgio, da Claudia Sterzi a Riccardi Magi, e ancora: Luigi Simeone, Donatella Trevisan, Donatella Corleo e molti altre compagne e compagni, si chiede che sia calendarizzata la mozione sulle carceri sottoscritta da 81 parlamentari sia di centro-sinistra che di centro-destra.

E a proposito di carceri: è di ieri l’ennesima promessa del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Alle 19,50 l’agenzia “ANSA” da Rimini diffondeva questo dispaccio: “Il piano straordinario per le carceri lo presenteremo a breve in consiglio dei Ministri, che rende nota una novità: nell’ambito dei 500 milioni di euro stanziati in finanziaria per le carceri e in particolare per la costruzione imminente di 47 nuovi padiglioni, sono state ottenute risorse per l’assunzione di duemila nuovi agenti di polizia penitenziaria”.

E’ una barzelletta: sono almeno una ventina di volte che il ministro assicura che è imminente l’esame in consiglio dei Ministri del piano straordinario per le carceri. Piano talmente straordinario che si trascina da almeno un anno. Un conto, ad ogni modo, è quello che si promette di fare, e altro quello che si effettivamente si fa. La finanziaria, salvo ripensamenti improbabili, non contiene misure adeguate per affrontare seriamente l’emergenza carceri, i 500 milioni sono la metà di quello che era stato preventivato dal responsabile del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Ionta; e compensano solo in minima parte i pesantissimi tagli operati con la Finanziaria dello scorso anno.

Nel frattempo un sindacato della polizia penitenziaria, l’OSAPP prevede che entro la fine dell’anno i detenuti saranno oltre 68mila; la metà circa sono in carcerazione preventiva, e dunque è da credere che tanti saranno dichiarati innocenti; ad ogni modo le carceri italiane possono ospitare 41mila detenuti circa. E non a torto l’OSAPP osserva: “Se fossimo in un qualsiasi altro stato d’Europa, a questo punto il ministro della Giustizia e lo stesso capo del DAP dovrebbero dimettersi e lasciare il posto ad altre figure più idonee”.

Prima di finire è sempre bene ricordare che in occasione del Ponte dell’Immacolata si sta organizzando la simultanea visita ispettiva nei Centri di Identificazione ed Espulsione, i Centri di accoglienza e le altre strutture per chi richiede asilo. Non una trasmissione di approfondimento politico è dedicata alla questione, alle possibili soluzioni, alle proposte; il tema del carcere e della giustizia in generale viene affrontato solo nell’ottica del SI o del NO alle leggi ad personam del presidente del Consiglio. Il resto sembra essere vieto e vietato, esattamente come chi lo sta portando avanti, i radicali. E anche questo è un problema.

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