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sabato 28 novembre 2009

CARCERI:PEDICA(IDV)CRITICA CENTRO CLINICO R.COELI, E GARANTE?


Roma, 28 nov. - Critiche alla situazione del centro clinico di Regina Coeli che definisce 'drammatica' ed all'assenza' del Garante per i diritti dei detenuti che, stando cosi' le cose dovrebbe dimettersi; segnalazione del caso delicato di un ragazzo che potrebbe morire da un momento all'altro. E' il condensato del resoconto della visita che il senatore e Segretario del Lazio di Italia dei Valori Stefano Pedica ha compiuto oggi all'istituto penitenziario romano.
"Stamani, come faccio ormai da oltre un mese - riferisce Pedica - ho visitato Regina Coeli e in particolare il centro clinico del carcere. La situazione e' drammatica sotto tutti i punti di vista, e tutti i detenuti degenti hanno patologie gravi e invalidanti. Ho parlato con il medico del reparto ed ha affermato senza esitazione alcuna che quei detenuti sono tutti a rischio. Inoltre, mi preme sottolineare che ho avuto modo piu' volte, durante le visite di questi ultimi tempi, di parlare con un giovane ragazzo ex tossicodipendente con diverse patologie ed in sedia a rotelle che da oltre un mese rifiuta il cibo e da due giorni anche l'acqua, soggetto che potrebbe morire da un momento all'altro. Mi dicono alcuni responsabili dell'istituto che non dovrebbe stare in carcere ma non ci sono comunita' disposte ad accogliero e lui per questo ha deciso di lasciarsi morire".
"Altra lamentela - prosegue Pedica - riguarda l'assenza del Garante dei diritti dei detenuti nell'istituto; alcuni detenuti dicono di averlo visto una sola volta nel corso dell'anno, ed e' per queste ragioni che ho piu' volte ribadito l'urgenza di rafforzare l'ufficio di quest'ultimo. Credo che una figura di questo tipo, per quanto limitata nelle sue funzioni, debba costantemente monitorare gli istituti di sua competenza e nel caso non fosse in grado, allora si dimetta. Inoltre, e' iniziata da ieri una protesta pacifica di battitura delle sbarre messa in atto da 120 detenuti contro il sovraffollamento e contro l'inerzia del governo e del Ministro Alfano a risolvere l'emergenza carceraria e i detenuti minacciano di iniziare in massa uno sciopero della fame". (AGI) Red 281540 NOV 09

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