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mercoledì 7 ottobre 2009

Giustizia: Radicali; carceri da svuotare, con le pene alternative

Giustizia: Radicali; carceri da svuotare, con le pene alternative

di Donatella Poretti (Senatore Radicali-Pd)

Agenzia Radicale, 9 ottobre 2009

La situazione in cui versano oggi le carceri è catastrofica e non pochi interventi ci vorranno per risanare la situazione ormai al collasso. Non solo per la sovrappopolazione oltre i limiti legali, ma anche per altri fattori. Tra questi la mancata applicazione di misure alternative: oggi spesso tardive e non efficaci perché legate ad una seconda pronuncia da parte della magistratura di sorveglianza.

Opportuni meccanismi di automatismo, invece, consentirebbero ai detenuti che ne hanno diritto di accedervi più agevolmente, con conseguenza che meno persone entrerebbero in carcere e ci sarebbe una maggiore efficienza del sistema penitenziario. Grazie alla collaborazione con l’associazione "Il Detenuto Ignoto", insieme al senatore Marco Perduca ho depositato un disegno di legge che prevede l’introduzione della pena dell’affidamento al servizio sociale, da affiancarsi alle tradizionali pene previste dall’art. 17 del Codice Penale (reclusione, multa, arresto, ammenda) e da irrogarsi direttamente dal giudice di cognizione con la sentenza di condanna.

Questa nuova pena abbatte il meccanismo "a doppia battuta" finora in uso, cioè l’applicazione delle misure alternative vincolato a una successiva sentenza della magistratura di sorveglianza, sentenza che spesso arriva in ritardo causando "ristagni" in prigione di detenuti che potrebbero uscire in misura alternativa.

Questo affidamento ai servizi sociali come pena principale potrà essere applicata ai reati oggi puniti con la reclusione non superiore ai tre anni. Tenuto conto che il 33% circa della popolazione carceraria rientra proprio in questa fascia, l’introduzione di una tale riforma potrà contribuire ad attenuare la gravissima situazione di sovraffollamento delle carceri.

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