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sabato 12 settembre 2009

CARCERI. RADICALI, BERNARDINI: DAP SI COMPORTA COME PONZIO PILATO


DA OGGI COMUNITA' PENITENZIARIA ANCORA PIU' SOLA"

Roma, 12 settembre 2009

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale-PD, membro della Commissione Giustizia.

"Con una circolare inviata a tutti i Provveditori Regionali, il DAP tenta di correre ai ripari dal rischio di una valanga di ricorsi che si preannunciano a seguito della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha condannato l'Italia al pagamento di mille euro quale risarcimento nei confronti del cittadino bosniaco Sulejmanovic, che aveva
subito a Rebibbia un periodo di detenzione in violazione dell'articolo 3 della "Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali". La violazione, in particolare, riguardava il divieto di tortura e di pene o trattamenti inumani e degradanti. La circolare odierna del Dap, nella sostanza, invita i Provveditori regionali - e tramite loro i Direttori dei 206 istituti penitenziari - "in occasione della ubicazione delle persone detenute, al rispetto degli
standard minimi individuati dalla Corte (spazio detentivo non inferiore a 3 mq a persona) e ad adottare misure correttive per le ipotesi in cui siano riscontrate situazioni non conformi ai parametri da questa stabiliti". Ma l'illegalita' delle carceri nostrane non si supera con circolari burocratiche che nessun direttore e' in grado di rispettare:
seppure riuscissero a trovare (come?) i 3 mq per ogni detenuto, come la mettiamo con il fatto che i detenuti, in quello spazio da polli da batteria ci devono stare 18, 20, 22 ore al giorno? E con il fatto che per la carenza di personale, la permanenza in galera si riduce alla sola custodia, tanto che il lavoro, le attività di socializzazione, persino le
ore d'aria, sono riservate ad una estrema minoranza dei detenuti? Per non parlare delle disastrose condizioni igienico-sanitarie. La citata circolare viene letteralmente scaricata sui Direttori che per di più non possono rifiutarsi di trattenere nelle prigioni tutti i detenuti che arrivano, direttori che sono privati persino dei mezzi di sussistenza
per la gestione ordinaria dell'istituto. Il Dap si lava la coscienza con una circolare, lasciando nella piu completa illegalita', solitudine e disperazione l'intera "comunita' penitenziaria".

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