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mercoledì 23 settembre 2009

Carceri, Bernardini: Amnistia per uscire dall’illegalità


Roma, 22 settembre 2009

• Sintesi dell’intervento tenuto da Rita Bernardini, deputata Radicale-PD membro della Commissione Giustizia, in occasione della presentazione del libro di Laura Baccaro e Francesco Morelli “In carcere: del suicidio ed altre fughe”

Uno Stato che per decenni viola la Costituzione si comporta da delinquente abituale. Le carceri italiane sono del tutto fuori legge, soprattutto rispetto all’art.27 della Costituzione: circa 23 mila detenuti in più rispetto alla capienza massima, almeno 5 mila (ma noi Radicali ne abbiamo contati 8 mila) agenti penitenziari in meno rispetto al numero previsto, assenti gli educatori, quasi scomparsi gli psicologi. Davanti ai dati di un’illegalità patente, che viene meno al rispetto dei più elementari diritti umani, tutti siamo chiamati ad assumerci la nostra responsabilità. Il carcere è un’istituzione opaca, per questo noi radicali abbiamo presentato una proposta di legge per istituire un’anagrafe pubblica delle carceri, che renda più trasparente una realtà di cui all'esterno si sa poco o nulla. Oggi il carcere è inteso come parte estranea alla società: un universo lontano e dimenticato. Se i cittadini sapessero come sono le prigioni italiane e cosa avviene al loro interno, ci sarebbe una maggiore sensibilità, comprensione e intelligenza nel considerare la funzione del carcere che dovrebbe essere quella di extrema ratio e non di discarica sociale da dove a fine pena non si ha alcuna possibilità di reinserimento se non nel settore sempre più florido della criminalità organizzata. C’è bisogno di risposte adeguate, di una riforma della Giustizia e di misure urgenti come l'amnistia proposta da Marco Pannella. Un’amnistia ben diversa da tutte quelle varate fino al 1990 che hanno permesso, in totale, la scarcerazione di 50 mila detenuti. Con l’amnistia proposta da Pannella si intende contrastare e sconfiggere l’amnistia strisciante alla quale assistiamo giorno dopo giorno, quell’amnistia di classe, fatta di prescrizioni, che in dieci anni ha impedito di celebrare un milione e 800 mila processi. Le carceri sono il terminale di una Giustizia che ad oggi conta 5 milioni e 200mila processi penali arretrati e 200mila prescrizioni all’anno. Una giustizia per ricchi, furbi e ammanicati con il potere, che niente ha a che vedere con il concetto stesso di giustizia. Il sistema giudiziario necessita di riforme urgenti e, per far questo, l’amnistia proposta da Pannella e' uno strumento fondamentale. Ragionare seriamente su questo è la strada migliore per superare il dato di illegalità delle carceri italiane.

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