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mercoledì 1 luglio 2009

Giustizia: un detenuto costa 157 € al giorno, 8 per salute e cibo

Redattore Sociale - Dire, 30 giugno 2009

Rapporto Antigone. Oltre 42.200 poliziotti penitenziari in organico, ma solo 16 mila "si sobbarcano" la responsabilità di garantire la sicurezza. Un educatore ogni 157 detenuti.
La "intollerabilità" denunciata dal rapporto di Antigone, presentato oggi, riguarda anche le condizioni di lavoro degli operatori penitenziari "costretti a turni massacranti" e le risorse. Un detenuto costa allo stato italiano 157 euro al giorno, ma di questa somma poco più di 3 euro sono destinati ai tre pasti giornalieri e circa 5 euro alla salute. Tutto il resto va in spese fisse: manutenzione dei fabbricati, personale e gestione ordinaria.
Il personale. Sono 42.268 i poliziotti penitenziari in organico, 39.482 quelli che lavorano effettivamente (al netto di distacchi e assenze di vario tipo). Ma solo 16 mila "si sobbarcano" la responsabilità di garantire la sicurezza complessiva nelle carceri. E se al sud non ci sono carenze di organico (a Bari l’organico amministrato è superiore di 30 unità a quello previsto dalla pianta organica, mentre Lazio e Campania sono in sovrannumero), al nord "la situazione è drammatica": a Padova nuovo complesso mancano 78 persone, a Tolmezzo 38, a Torino 187, a Brescia 155. I dirigenti in servizio effettivo sono invece 512, ossia uno ogni 123 detenuti. Gli educatori 777 di cui più o meno 400 lavorano effettivamente nelle carceri (ma è in corso una assunzione di altri 80 educatori) ossia uno ogni 157 detenuti, mentre gli assistenti sociali sono 1140 di cui circa 900 lavorano negli Uepe (Uffici per l’esecuzione penale esterna), ossia un assistente sociale ogni 70 detenuti.
La salute. Dal 2000 al 2008, denuncia Antigone sono stati destinati 34 milioni di euro in meno alla sanità penitenziaria. La situazione fotografata dal rapporto parla di: 36 detenuti su 100 con forme di disagio psichico, 1 detenuto su 2 soggetto - seppur occasionalmente - a trattamento con psicofarmaci, i decessi per cause naturali riguardano 2 detenuti ogni 1000, l’ipertensione arteriosa è presente in circa 5 detenuti su 100, 2 detenuti su 100 sono diabetici, 1 detenuto su 100 è portatore di patologia di pertinenza cardiovascolare (circa 400 sono i cardiopatici presenti nei penitenziari), 1 su 100 è affetto da patologie gastrointestinali croniche, 3 su 100 sono affetti da malattie bronco-polmonari, il 2,7% è affetto da Hiv.
Suicidi in carcere. Secondo "Ristretti Orizzonti" nel 2008, a fronte di 121 decessi complessivi, 42 sono stati per suicidio. Di questi, 4 erano donne e 38 uomini. Di tutti i suicidi, 35 erano italiani e 7 stranieri. Nel primo trimestre 2009, su 36 morti, 13 i suicidi e 6 casi da accertare: 4 erano stranieri, 9 italiani. Tutti uomini. In nove anni, dal 2000 al marzo 2009, all’interno delle strutture penitenziarie dislocate su tutto il territorio, sono morte 1.365 persone. Di queste, 501, oltre un terzo, per suicidio. Nel 1990 i suicidi furono solo 23. La punta si raggiunse nel 2001 con ben 69 suicidi.

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