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sabato 18 luglio 2009

Giustizia: Sappe; avvicendare Ionta, non sa gestire emergenza

Il Velino, 18 luglio 2009

"Avvicendare l’attuale capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta per manifesta incapacità a gestire l’emergenza penitenziaria". È la richiesta che il sindacato autonomo Polizia penitenziaria Sappe rivolge al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e al ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Spiega Donato Capece, segretario generale: "Ionta dimostra ogni giorno di più di non essere in grado di gestire le criticità penitenziarie. Avevamo in lui grosse aspettative, che ad oggi si sono dimostrate mal riposte. I detenuti aumentano a livello esponenziale (siamo a quota 64mila a fronte di circa 42mila posti letto), gli organici del Corpo sono carenti di ben cinquemila unità, e lui, che ha anche l’incarico di commissario straordinario per le carceri, non fa nulla di concreto per risolvere tali problematiche. Si chiude nella torre d’avorio di largo Luigi Daga a Roma, dove ha sede il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e non ha contezza della realtà penitenziaria nazionale. Dimostra di non essere in grado di gestire la grave emergenza carceraria".
"Basti pensare - spiega Capece - alle linee guida diramate ai provveditori regionali per contenere proprio l’emergenza nel periodo estivo: in estrema sintesi, il concetto di base di Ionta è sostanzialmente quello di fare di tutto per fare stare bravi i detenuti e quindi evitare problemi. Tanto nelle sezioni detentive 24 ore su 24 ci stanno gli agenti di Polizia penitenziaria, certo non lui, i provveditori regionali o i direttori.
Ionta ignora sistematicamente i contributi che pervengono dalle sigle sindacali della Polizia penitenziaria e ha una scarsissima conoscenza proprio delle relazioni sindacali. Si pensi che ha redatto da diversi mesi un ‘Piano Carceri’ che tiene a tutt’oggi nascosto ai sindacati! Segni il passo, dunque. E si assegni alla più alta carica dell’Amministrazione penitenziaria una personalità istituzionale con maggiore sensibilità alle criticità del settore e magari anche con una maggiore conoscenza del sistema carcere".

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