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venerdì 27 febbraio 2009

Giustizia: Rapporto Diritti Umani; in Italia violenze sui detenuti


Apcom, 26 febbraio 2009

 

Nell’ultimo anno in Italia non si sono verificati episodi di violenza politica da parte delle autorità ma "a volte è stata usata forza eccessiva contro le persone, in particolare a Roma e sui detenuti immigrati". A sostenerlo è il Rapporto annuale sui diritti umani pubblicato oggi dal Dipartimento di Stato americano e relativo al 2008.

Il richiamo arriva in riferimento all’uso di trattamenti degradanti o inumani nei confronti dei detenuti, dove si rilevano alcuni abusi nella capitale soprattutto nella fase di verifica delle identità delle persone fermate.

Il rapporto della diplomazia americana sottolinea inoltre come negli ultimi mesi siano continuate le indagini in merito alle violenze del G8 di Genova, che hanno portato tra l’altro i pm a chiedere il rinvio a giudizio dell’allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro. Il dipartimento di Stato ribadisce invece, come già nel rapporto dell’anno scorso, come non ci siano notizie di indagini sul caso di Susanna Venturini, la donna uccisa da un agente di polizia in una stazione di servizio mentre quest’ultima tentava di fuggire dopo aver estorto 40 euro ad un ispettore del lavoro nel 2007.

Secondo l’indagine invece le carceri italiane rispettano in gran parte gli standard internazionali anche se alcune prigioni "rimangono sovraffollate ed obsolete". Gli ispettori americani hanno rilevato la presenza di 54.600 detenuti in un carcere adibito a contenerne 42.900. Altri istituti detentivi invece lamentano mancanza di adeguate cure mediche. La condizione di sovraffollamento riguarda in particolare, secondo lo studio, i Cpt dove vengono ospitati i clandestini arrivati sul territorio nazionale.

Dito puntato anche sui tempi lunghissimi della giustizia italiana. Il dipartimento di Stato americano sottolinea come alla fine del 2007 ci fossero circa 2.900 richieste di risarcimento alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo a causa dei procedimenti troppo lunghi nei tribunali italiani.

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