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venerdì 27 febbraio 2009

Giustizia: oltre 60mila detenuti, per prima volta dopo l'indulto


redattore Sociale - Dire, 26 febbraio 2009

 

Manconi accusa "la crescente penalizzazione e l’introduzione di norme più restrittive". Stabile il numero degli immigrati; 30 mila in attesa di giudizio. L’indulto? "Senza, oggi sarebbero 80 mila".

Ad oggi, 26 febbraio, sono 60.036 i detenuti all’interno del sistema penitenziario italiano, con di circa 1000 presenze al mese. La metà è in attesa di giudizio. Stabile la quota dei detenuti immigrati al 37%, sono circa 22 mila. La denuncia arriva da Luigi Manconi, sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi e direttore del sito www.innocentievasioni.net, denuncia: "L’obiettivo, pervicacemente coltivato e alacremente perseguito, di superare la soglia dei 60 mila detenuti, attraverso una crescente penalizzazione e l’introduzione di norme più restrittive, è stato infine raggiunto".

Quello che Manconi chiama il "nuovo record per il governo Berlusconi", è di fatto il secondo picco di presenze dal ‘50 (erano 31 mila i detenuti nel 1991) ed è la prima volta che si supera quota 60 mila dopo il provvedimento d’indulto. Per la verità si erano registrate circa 61 mila presenze tra giugno e luglio 2006, ma nei mesi successivi si era subito scesi al di sotto di questa cifra.

"Secondo i giustizialisti più tetragoni ciò dimostrerebbe solo l’inutilità del provvedimento di indulto del luglio 2006, - spiega Manconi - ma si trascura un dettaglio: senza quel provvedimento, oggi la popolazione detenuta raggiungerebbe le 80 mila unità. E i rischi, non solo per i più elementari diritti della persona reclusa, ma per l’intera collettività sarebbero enormi. Quali provvedimenti intende assumere il governo? Costruire nuove carceri che, nell’ipotesi più ottimistica, entrerebbero in funzione nel 2020? Campa cavallo".

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