L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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mercoledì 28 gennaio 2009

La prigione su internet: un progetto dei Radicali mira a rendere più trasparente il mondo dei detenuti

da Notizie Verdi "Speciale Carcere"

Conoscere per deliberare

Di Irene Testa

L’Anagrafe pubblica degli eletti è il progetto su cui sono mobilitati ul­timamente i Radicali e rivendica la conquista di una piena trasparen­za delle istituzioni attraverso le potenzialità offerte da internet. Una possibile evoluzio­ne in campo penale di questo sistema è og­getto di un documento che circola in casa radicale: «Anche la condizione dei detenuti in Italia potrà migliorare se verrà posta sot­to lo sguardo attento dei cittadini. La rein­tegrazione dei soggetti devianti e criminali nel tessuto sociale della popolazione attiva è il fine pubblico da perseguire» come di­sposto dall’art. 27 della Costituzione. Così l’inizio della proposta, che avverte: «Ogni detenuto comporta un esborso medio da parte delle finanze pubbliche di circa 300 euro al giorno», più di 6 miliardi all’anno per i 59mila detenuti attuali. Tutti soldi di cui il cittadino non potrà mai conoscere nel dettaglio l’utilizzo. E avere informazioni sui vari istituti di pena non risulta impresa più facile, per la società civile, per la stampa e per gli stessi garanti dei detenuti, che entra­no in visita in carcere solo come volontari dietro presentazione di relativa domanda. Tanta opacità sarebbe già una pecca se nient’altro si dovesse criticare alla gestione delle pene. Invece, i cittadini italiani si ritro­vano a pagare “al buio” per avere nei fatti un sistema penale che difficilmente recupera o rieduca i condannati, risultando fallimenta­re proprio in quegli obiettivi che la Costi­tuzione gli affida in quanto reale interesse per il bene pubblico. «Non vi sono ragioni per nascondere le prigioni», ma ancora oggi l’unico sito web ufficiale attivato per un isti­tuto di pena italiano risulta essere quello del carcere di Bollate (Mi), progetto pilota di istituto a trattamento avanzato dove ai detenuti sono offerte diverse possibilità la­vorative, formative e ricreative. Sito che è solo uno «spot di quello che il carcere può diventare», non aggiornato dal 2006.

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