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sabato 20 dicembre 2008

Lettere dal carcere

Articolo pubblicato su Left Avvenimenti di venerdì 19 dicembre 2008

 di Irene Testa 

Il gelo quest'anno farà capolino tra gli immigrati stipati nel carcere milanese di San Vittore, dove il sovraffollamento non è utile neanche a riscaldare le celle gelide, ora che la caldaia si è rotta e tutti sono costretti a indossare giubbotti e cappotti.

Tutti, agenti inclusi, tranne chi ha fatto "domandina" per poter avere indumenti più pesanti e nel frattempo continua a tremare in calzoncini e t-shirt, come denunciato al termine di una visita ispettiva dalla radicale Rita Bernardini. E il Natale potrebbe anche solo timidamente affacciarsi nelle ultime celle, dove non tutti i giorni arriva il rancio passato dalle cucine, e portare perlomeno una buona cena anche a chi magari non è cristiano, ma soffre la fame e non può affrontare i costi proibitivi del sopravitto. Per qualcuno che ha la fortuna di partecipare a qualche attività lavorativa o educativa, il Natale porterà forse l'occasione di poter uscire a respirarne più da vicino il clima, mentre si allestisce un mercatino o si recita in uno spettacolo teatrale. Per molti altri, la messa col vescovo, mezz'ora d'aria in più, il panettone portato in dono al colloquio, fatto a pezzetti dagli agenti per ispezione, saranno già il regalo impagabile di una giornata diversa, forse capace di strappare un sorriso alla sterminata tristezza di chi può solamente vedere in televisione le strade illuminate, la gente e l'allegria, e assapora l'illusione di essere lì anche lui, magari insieme ai suoi cari e ai bambini. E si chiede che il Natale, nonostante tutto, riesca anche per i familiari, vicini o lontani, a esser gioioso e a spazzar via quel pensiero fisso rivolto a chi sta in carcere.

Ma a Natale in carcere si riesce anche a ricordare chi sta peggio - come ha scritto una detenuta attraverso un blog, "Dentro e fuori" che si occupa di raccogliere e pubblicare testimonianze dal carcere Le Vallette di Torino - e augurare un po' di felicità anche per loro.

Tante sono le preghiere a questo Natale da affidare a una lettera, alla domandina, o semplicemente accese a scaldare il cuore. Per tutte queste lettere di Natale dal carcere auguriamo, fiduciosi che non sarà solo carbone, la cosa più semplice, o forse la più difficile: per tutti i detenuti sia un Buon Natale!    

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