L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





martedì 16 dicembre 2008

Guantanamo: Radicali, si prenda in considerazione la sollecitazione portoghese di garantire assistenza ai detenuti, compresi gli uiguri

Roma, 15 dicembre 2008

In seguito alla notizia, riportata da diversi organi di stampa, della disponibilità - espressa dal Ministro degli Esteri Amado - del governo portoghese a concedere il diritto di asilo ad alcuni detenuti che provengono dal centro da Guantanamo, i senatori radicali eletti nelle liste PD Marco Perduca e Donatella Poretti hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro degli Esteri se l’Italia abbia ricevuto tale invito e se abbia intenzione di seguire la sollecitazione portoghese, impegnandosi a garantire diritto d’asilo, o protezione umanitaria, ad alcuni dei casi maggiormente critici tra i quali quelli di alcuni Uiguri, detenuti di Guantanamo. I membri della minoranza uigura rischiano di subire persecuzioni dal governo di Pechino nell’ipotesi del rimpatrio in terra cinese. I senatori radicali domandano inoltre al Ministro Frattini se l’Italia non ritenga di dover investire il consiglio europeo e la Commissione del problema, di modo da rendere la soluzione del problema Guantanamo una soluzione “europea”.

In allegato e di seguito il testo dell’interrogazione


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
dei Senatori Marco Perduca e Donatella Poretti

Al Ministro degli Affari Esteri,

Premesso che nel programma del Presidente eletto Barack Obama è esplicitata l’intenzione di voler chiudere il centro di detenzione di Guantanamo sull’isola di Cuba. Tenendo presente che negli anni scorsi si sia già presentata la necessità di trovare una adeguata collocazione per alcuni dei circa 250 detenuti che si trovano presso quella struttura.

Secondo diversi organi di stampa scritta e radio televisiva in occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sarebbe emersa, per voce del Ministro degli esteri Amado, la disponibilità del Governo portoghese di concedere il diritto di asilo ad alcuni detenuti che provengono dal centro da Guantanamo.

Considerando che il consulente legale del Segretario di Stato statunitense, Jonh Bellinger, ha dichiarato che si tratta della prima apertura da parte di un paese europeo di dialogo nella ricerca di una soluzione alla questione dei detenuti di Guantanamo salutandola come un segnale molto positivo.

Notando come il Governo del Portogallo abbia già invitato gli altri paesi, membri dell’Unione europea, a seguire tale linea di accoglienza per aiutare il governo statunitense ad accelerare la chiusura della struttura in questione.

Conoscendo da mesi la situazioni di alcuni dei detenuti e in particolare quella relative al destino di una ventina di Uiguri, un’etnia perseguitata dal Governo di Pechino, ai quali nessun paese, Cina a parte, vuole dare ospitalità. Essendo chiaro che se essi dovessero essere rimpatriati in Cina verrebbero di nuovo accusati di attività terroristiche poiché di un gruppo etnico che per anni è stato al centro di campagne di fabbricazioni e manipolazione di informazione per imputare loro una serie di atti di violenza a sostegno dell’ indipendenza della Regione nord-occidentale cinese dello Xinjiang.

Ricordando come da anni gli Uiguri abbiano fatto pubblica dichiarazione di pratica nonviolenta tanto che la leader in esilio di tale minoranza, Rebya Kadeer, è iscritta al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito dal 2005.

si chiede se il Ministro degli Esteri
- se l’Italia sia stara raggiunta dall’invito portoghese e se abbia intenzione di seguire la sollecitazione fatta dallo stesso, garantendo diritto d’asilo, o protezione umanitaria ad alcuni degli casi maggiormente critici tra i quali alcuni degli Uiguri, detenuti di Guantanamo e che, se rimpatriati in Cina, rischiano di subire persecuzioni dal governo di provenienza.
- se l’Italia non ritenga di dover investire il consiglio europeo e la Commissione del problema di modo da rendere la soluzione del problema Guantanamo una soluzione “europea”.
Roma, 15 dicembre 2008
In seguito alla notizia, riportata da diversi organi di stampa, della disponibilità - espressa dal Ministro degli Esteri Amado - del governo portoghese a concedere il diritto di asilo ad alcuni detenuti che provengono dal centro da Guantanamo, i senatori radicali eletti nelle liste PD Marco Perduca e Donatella Poretti hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro degli Esteri se l’Italia abbia ricevuto tale invito e se abbia intenzione di seguire la sollecitazione portoghese, impegnandosi a garantire diritto d’asilo, o protezione umanitaria, ad alcuni dei casi maggiormente critici tra i quali quelli di alcuni Uiguri, detenuti di Guantanamo. I membri della minoranza uigura rischiano di subire persecuzioni dal governo di Pechino nell’ipotesi del rimpatrio in terra cinese. I senatori radicali domandano inoltre al Ministro Frattini se l’Italia non ritenga di dover investire il consiglio europeo e la Commissione del problema, di modo da rendere la soluzione del problema Guantanamo una soluzione “europea”.

In allegato e di seguito il testo dell’interrogazione


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
dei Senatori Marco Perduca e Donatella Poretti

Al Ministro degli Affari Esteri,

Premesso che nel programma del Presidente eletto Barack Obama è esplicitata l’intenzione di voler chiudere il centro di detenzione di Guantanamo sull’isola di Cuba. Tenendo presente che negli anni scorsi si sia già presentata la necessità di trovare una adeguata collocazione per alcuni dei circa 250 detenuti che si trovano presso quella struttura.

Secondo diversi organi di stampa scritta e radio televisiva in occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sarebbe emersa, per voce del Ministro degli esteri Amado, la disponibilità del Governo portoghese di concedere il diritto di asilo ad alcuni detenuti che provengono dal centro da Guantanamo.

Considerando che il consulente legale del Segretario di Stato statunitense, Jonh Bellinger, ha dichiarato che si tratta della prima apertura da parte di un paese europeo di dialogo nella ricerca di una soluzione alla questione dei detenuti di Guantanamo salutandola come un segnale molto positivo.

Notando come il Governo del Portogallo abbia già invitato gli altri paesi, membri dell’Unione europea, a seguire tale linea di accoglienza per aiutare il governo statunitense ad accelerare la chiusura della struttura in questione.

Conoscendo da mesi la situazioni di alcuni dei detenuti e in particolare quella relative al destino di una ventina di Uiguri, un’etnia perseguitata dal Governo di Pechino, ai quali nessun paese, Cina a parte, vuole dare ospitalità. Essendo chiaro che se essi dovessero essere rimpatriati in Cina verrebbero di nuovo accusati di attività terroristiche poiché di un gruppo etnico che per anni è stato al centro di campagne di fabbricazioni e manipolazione di informazione per imputare loro una serie di atti di violenza a sostegno dell’ indipendenza della Regione nord-occidentale cinese dello Xinjiang.

Ricordando come da anni gli Uiguri abbiano fatto pubblica dichiarazione di pratica nonviolenta tanto che la leader in esilio di tale minoranza, Rebya Kadeer, è iscritta al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito dal 2005.

si chiede se il Ministro degli Esteri
- se l’Italia sia stara raggiunta dall’invito portoghese e se abbia intenzione di seguire la sollecitazione fatta dallo stesso, garantendo diritto d’asilo, o protezione umanitaria ad alcuni degli casi maggiormente critici tra i quali alcuni degli Uiguri, detenuti di Guantanamo e che, se rimpatriati in Cina, rischiano di subire persecuzioni dal governo di provenienza.
- se l’Italia non ritenga di dover investire il consiglio europeo e la Commissione del problema di modo da rendere la soluzione del problema Guantanamo una soluzione “europea”.

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget