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venerdì 12 dicembre 2008

Alghero: tanti detenuti e pochi agenti la situazione è esplosiva


 La Nuova Sardegna, 12 dicembre 2008

 

Cresce la protesta nel carcere di Alghero. A sottolineare le difficoltà e i rischi attuali nella Casa Circondariale, sono le organizzazioni sindacali che, ancora una volta, denunciano che "Ministero e Provveditorato, anziché rafforzare la polizia penitenziaria, continuano a inviare detenuti rendendo la situazione al limite della sopportazione". A lanciare l’allarme è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria insieme alla Uil Penitenziaria.

Il segretario locale del Sappe, Mauro Chessa, e quello della Uil, Sandro Ortu, evidenziano la "crisi" che sta attraversando il carcere modello del San Michele di Alghero. "Detenuti di tutte le nazionalità e pericolosità - spiegano i rappresentanti sindacali - in un istituto dove prima c’erano detenuti modello (così come lo stesso carcere era un modello). Detenuti che frequentavano scuole, corsi di informatica, sartoria, mosaico e quant’altro, e che ora si trovano in una condizione di difficoltà, e il lavoro della polizia penitenziaria raddoppia, perché con questa tipologia di detenuti tutto diventa più complesso".

I due rappresentanti sindacali poi denunciano la situazione di tensione dentro il carcere algherese, con detenuti di "varie posizioni giuridiche che all’interno delle sezioni non fanno altro che litigare tra di loro, commettendo furti nelle celle, lanciando oggetti contro gli agenti e compiendo atti di autolesionismo". La scorsa settimana un carcerato ha tentato di impiccarsi in cella. "A salvarlo è stato un agente - affermano i rappresentanti sindacali - che, tra l’altro, aveva due distinte sezioni da controllare. Questa situazione di caos totale esiste oramai da tempo - sostengono Chessa e Ortu - e fa salire la popolazione detenuta al massimo della tollerabilità, superando anche il superando anche il limite. La tollerabilità massima del carcere modello è di 207, e ad Alghero è stata già raggiunta di 210, a fronte di 82 unità (tra sottufficiali e agenti) di polizia penitenziaria che si occupano non solo di traduzioni e piantonamenti: ad Alghero non esiste alcun nucleo traduzioni, anzi come detto dal Prap il piccolissimo nucleo, composto da un coordinatore e un vice, si doveva occupare solo delle visite mediche: ogni giorno tre o quattro. Per accompagnare un detenuto in ospedale occorrono almeno quattro unità di Polizia.

"Per poter attingere personale di polizia che potesse accompagnare i detenuti in ospedale, il comandante di reparto è stato costretto a chiudere le attività trattamentali, fiore all’occhiello del Provveditorato regionale, lo stesso che la settimana scorsa ha ordinato al Comandante di riaprire immediatamente le attività e la falegnameria, inviando un sostituto commissario un ispettore e un sovrintendente capo in missione". I rappresentanti sindacali lanciano accuse pesanti, evidenziano anche che la falegnameria del carcere di Alghero "sta effettuando dei lavori per la casa di lavoro di Mamone Lodè: anche con quelle unità (due o tre) non si riesce a coprire i reparti detentivi ormai diventati 7.

Ad Alghero noi servono agenti per poter lavorare all’interno". La polizia penitenziaria sollecita delle risposte immediate e un incontro urgente con il capo del Dipartimento. "Saremo l’unico Istituto in Italia a non poter fruire di ferie natalizie per stare con le nostre famiglie. Tutti i poliziotti del carcere di Alghero, stanchi delle prese in giro - concludono i sindacalisti - protesteranno per il momento nella casa di reclusione, manifestando ad alta voce lo stato di agitazione".

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