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mercoledì 12 novembre 2008

LE CARCERI SU INTERNET. PERCHE' NO?

Articolo pubblicato su Left Avvenimenti di venerdì 6 novembre 2008

di Irene Testa

Non v'è dubbio che il boom dell'informatizzazione di massa nella società italiana stia facendo emergere una sorta di originale "coscienza di classe" degli internauti, che sempre più utilizzano la rete per attingere alle fonti dirette dell'informazione istituzionale e politica. Una domanda di trasparenza della cosa pubblica senza precedenti che coglie in sostanziale ritardo la reciproca offerta da parte delle istituzioni, e che non manca di interessare a vario livello e in maniera trasversale la politica. Le prodezze del Ministro per la P. A. Renato Brunetta, cui va pur il merito di aver fatto pubblicare sul sito del suo Ministero i dettagli sulle consulenze esterne, sono ancora poco rispetto a quanto prospettato dai Radicali, il cui impegno storico per la realizzazione dell'einaudiano "conoscere per deliberare" già regalava nel 1976 ai cittadini le prime trasmissioni "pirata" di Radio Radicale dall'Aula di Montecitorio, e che ha portato l'ultimo congresso del movimento al rilancio della campagna radicale per l' "Anagrafe pubblica degli eletti", progetto che vuole coinvolgere capillarmente ogni livello delle amministrazioni pubbliche, dal municipio al Parlamento, cui si chiede non solo di dotarsi di un sito internet ufficiale, ma soprattutto di rendere disponibili in questo modo al cittadino tutti quei dati che siano utili alla conoscenza e alla comprensione del ruolo e della condotta che ogni incaricato, nominato o eletto, gioca nei processi che configurano le diverse decisioni politiche. L'idea e sistema di rendere possibile la massima pubblicità e trasparenza di ogni atto pubblico attraverso la presenza in rete di ogni amministrazione, va realizzata e costruita nel dettaglio di ogni singola realtà, a partire, secondo "disobbedienza" radicale, proprio da quelle più opache, dove né il cittadino né l'informazione possono mettere il naso e dove le cose non sempre funzionano bene, come la situazione delle carceri italiane.

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