L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





giovedì 6 novembre 2008

Il Bliz che non ti aspetti

di Irene Testa

Articolo pubblicato sul numero 44 del settimanale Left

La denuncia di Rita Bernardini, deputata Radicale, entrata a sorpresa nell'Istituto di pena di Santa Maria Capua Vetere: sovraffollamento, mancanza di personale. E tanti camorristi

I parlamentari italiani sono, assieme agli ispettori del Ministero della Giustizia e, ovviamente, al Ministro, gli unici cittadini che di punto in bianco si possono presentare davanti alle porte di un carcere e ottenere di entrare per effettuare una visita ispettiva. Così ha fatto l'On. Rita Bernardini, Radicale eletta nelle liste del Partito Democratico, che ha effettuato una ispezione senza preavviso nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, e dichiara di volere lanciarsi in un tour di altri simili blitz in tutti i 205 istituti di pena presenti sul territorio italiano. A giudicare da ciò che riferisce di questa esperienza nel carcere del centro casertano, la ragioni per un'azione di monitoraggio intensivo e "a sorpresa" sullo stato in cui versano le patrie galere ci sarebbero tutte, al punto da ritenere auspicabile che simili iniziative provengano in futuro da una gran parte dei membri del nostro Parlamento. Lo stesso Ministro Alfano ha recentemente dichiarato che il sovraffollamento delle carceri è nuovamente un problema preoccupante, ma secondo quanto riferisce l'On. Bernardini, a Santa Maria Capua Vetere è una vera e propria e emergenza, e lo è ancora di più da quando un reparto del carcere è stato chiuso per mancanza di personale. Ci sono 876 tra detenute e detenuti (ma a volte possono arrivare anche a più di 900) su una capienza legale disponibile di 450 posti, secondo quanto riferito dal Comandante e dall'ispettore capo dell'istituto che l'hanno accompagnata nella visita, circa il doppio di detenuti in più. Tutte queste persone, più di un migliaio fra detenuti e personale, sono ammassati (anche 8 per volta in celle di piccola metratura) nella struttura che sorge su un terreno paludoso, a pochi metri da una discarica di rifiuti di cui si respirano le forti esalazioni, tormentati da nugoli di zanzare e mosche, problema che richiederebbe una disinfestazione periodica della zona. Anche l'acqua che si usa nell'istituto è di dubbia qualità. Ottenuta da pozzi, necessita di continui interventi di potabilizzazione, mentre un gruppo di militari in forza alla NATO che risiedono nella zona hanno rinunciato a usare l'acqua del rubinetto per bere o cucinare perché da analisi fatte dal Comando risulta una massiccia carica batterica con coliformi 50 volte superiori alla norma. Gli agenti di Polizia penitenziaria dovrebbero essere 521, ma ne sono stati assegnati solo 400, costretti a fare turni massacranti con molte ore di straordinario sottopagate. Ma ciò che appare sicuramente inconcepibile sotto il profilo dell'adeguatezza risulta essere soprattutto il numero del personale preposto all'assistenza: su circa 900 detenuti solo un educatore è stato assegnato, solo un medico risulta in servizio, solo uno psicologo è presente nell'istituto per 10 ore settimanali. I farmaci, tranne i salvavita, sono tutti a spese dei detenuti, e immaginiamo cosa può voler dire, per coloro che non hanno i soldi necessari (cosa che capita spesso con detenuti stranieri, il 30% di quelli ospitati nell'istituto), dover avere a che fare anche solo con una semplice influenza o un mal di testa. Molti detenuti e detenute lamentano anche l'insufficienza del vitto. Questo quanto emerge da un'articolata interrogazione che Rita Bernardini ha rivolto ai Ministri della Giustizia, del Lavoro e della Salute, e dell'Ambiente dopo la sua visita, dove chiede anche come mai tanti detenuti in regime di alta sicurezza siano appartenenti a famiglie e clan della camorra locale, e non si ritenga invece più prudente sparpagliargli in tanti diversi istituti, piuttosto che tenerli raggruppati a Santa Maria Capua Vetere.

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget