L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





sabato 29 novembre 2008

Giustizia: le carceri una bomba, Governo con l’acqua alla gola


di Claudia Fusani

 

L’Unità, 28 novembre 2008

 

Ieri Alfano ha promesso: entro fine anno provvedimenti ad hoc anche per certezza della pena e processo penale. L’ostacolo An-Lega. Intanto il sistema è al collasso: timore per il "movimento Ergastolo".

Un numero e una data. Sono cerchiati in rosso sulle agende dei vertici del Dap, il Dipartimento della polizia penitenziaria, e del ministro Angiolino Alfano: per Natale arriveranno a sessantamila i detenuti ristretti nei 205 istituti penitenziari italiani. Quasi ingestibili per il nostro sistema carcerario. Col rischio, alimentato da informative, di agitazioni e astensioni dal vitto dei detenuti organizzate da "movimento Ergastolo" proprio in coincidenza delle vacanze di Natale e Capodanno, con i turni ferie del personale e degli agenti penitenziari.

Ieri mattina il ministro Guardasigilli ha concluso la sua audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera facendo una promessa: prima di Natale ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario dedicato a carceri, certezza della pena e processo penale. Di sicuro nel Cdm di stamani il tema non sarà all’ordine del giorno: la "messa alla prova", a cui aveva pensato Alfano (evitare processo e condanna per chi ha commesso reati al di sotto dei quattro di pena e accetti di fare lavori socialmente utili) è stata bocciata dagli alleati di maggioranza. An e Lega hanno detto no a qualcosa che poteva assomigliare troppo a un’amnistia e che potrebbe allarmare la pancia degli elettori.

Fatti due conti a Natale ci saranno 60 mila detenuti e tra febbraio e a marzo si arriverà al punto di non ritorno (63 mila). L’emergenza è già qui. Urge un quasi miracolo.Alfano sta lavorando braccio a braccio con il numero 1 del Dap, l’ex pm antiterrorismo Franco Ionta. Il piano si sviluppa su un doppio binario: nell’immediato urge tamponare l’emergenza; nel più lungo periodo "è fondamentale pensare che questo paese deve attrezzarsi per una media di 60-70 mila detenuti e non più i 50 mila attuali". Prima di tutto l’emergenza che tradotta in cifre significa 10-12 mila posti disponibili in pochi mesi. La risposta? Saranno "un insieme di risposte".

Si va da tre nuove carceri (Gela, Noto e Rieti) disponibili nei primi mesi del 2009 per un totale di 1.300 posti alle ristrutturazioni di vecchi padiglioni carcerari che daranno altri 2.100 posti. È pronta una legge per "limitare del 25% le traduzioni": sono 330 mila l’anno che "libereranno" 600 mila agenti da impegnare in altro ("il carcere di Rieti ad esempio ha difficoltà ad aprire per mancanza di personale").

Così come deve finire il fenomeno delle "porte girevoli": 170 mila detenuti che restano in carcere una media di sei giorni, "uno spreco assurdo di personale, tempi, costi e posti". La soluzione è che "per quei 5-6 giorni siano detenuti nelle caserme e nelle questure come già dice la legge". Si lavora ancora sui braccialetti per gli arresti domiciliari. E sull’estradizione dei detenuti stranieri, il 38% del totale. Poiché ognuno di loro ci costa almeno 250 euro al giorno, liberarsene sarebbe già un bel risultato. Infine sopravvive, nelle intenzioni di via Arenula, la "messa alla prova" portando gli anni da 4 a 3 o addirittura 2. L’impatto sarebbe comunque di "qualche migliaio di detenuti fuori dagli istituti". Perché prima di tutto c’è l’emergenza. Trovare posti nuovi per non far scoppiare le carceri.

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget