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venerdì 26 settembre 2008

Lettere: Sassari; il "San Sebastiano" è in condizioni disastrose

La Nuova Sardegna, 26 settembre 2008

Sono un detenuto della casa circondariale di San Sebastiano che parla a nome di tutti i detenuti, mi chiamo Alberto Campus alias "Albertone" e voglio scontare la mia pena con dignità e riguardo. Se l’istituto penitenziario lo permettesse. Vorrei vivere qui dentro senza prendere malattie a causa dei gravi problemi igienico-sanitari della struttura, fare la doccia come i comuni mortali senza dover "litigare" con gli agenti penitenziari per via delle regole che cambiano ogni qualvolta c’è il cambio di guardia. I nostri materassi e i cuscini sono una vergogna solo a vederli perché deteriorati e con macchie di chissà quale genere.
Potrei continuare così all’infinito perché di cose che non vanno, qui dentro, c’è ne sono davvero parecchie. Il mangiare non è adeguato all’80% della popolazione detenuta che soffre di diverse malattie epatiche. Il vitto, quando non si prende quello che passa l’amministrazione, lo prepariamo in 5 metri quadri che sono disposti così: bagno alla turca (ma credo che se lo vedessero i turchi cambierebbero subito il nome al sanitario) allestito a cucina e deposito alimentare.
Prendo come esempio il mio caso: vengo privato di essere un cattolico credente che ha sempre frequentato la chiesa del suo quartiere (la domenica) con grande rispetto perché la sala dove viene celebrata la santa messa è chiusa da diverso tempo. Secondo esempio: ho fatto presente ai medici responsabili dell’istituto penitenziario di aver bisogno di una visita allergologa per via del 72% di ustioni di terzo grado che ho in tutto il corpo ma a oggi non si è ancora visto nessun specialista.
Abbiamo ricevuto una visita da parte dei Radicali per esporre i problemi all’interno della struttura e sembra fatto apposta perché gran parte dei detenuti, me compreso, non si trovava nelle celle perché usufruiva dell’ora d’aria mattutina. Volevo esporre in prima persona questi problemi alla direttrice alla quale ho fatto domanda, ma ancor oggi non ho avuto occasione di poterci parlare sicuramente per i suoi notevoli impegni lavorativi.

Alberto Campus

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