L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





venerdì 15 agosto 2008

Nuova diffida dei radicali a tutti gli assessori regionali alla sanità perché prendano in mano la situazione sanitaria nelle carceri

Nuova diffida dei radicali a tutti gli assessori regionali alla sanità perché prendano in mano la situazione sanitaria nelle carceri con misure ordinarie e straordinarie

Roma, 15 agosto 2008

In occasione della giornata di mobilitazione indetta per il 15 agosto 2008 dai Radicali Italiani per verificare le condizioni di vita dei cittadini detenuti e del personale dell’Amministrazione penitenziaria all’interno delle carceri italiane, i radicali delle Asociazioni “Luca Coscioni”, “Satyagraha” e “Il Detenuto Ignoto” inviano una diffida a tutti gli Assessori regionali alla Sanità, a prima firma dell’Europarlamentare Marco Cappato. Una prima sollecitazione – inviata il 7 agosto – era rimasta senza risposta.

I radicali, dato il recente passaggio della Sanità penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, diffidano gli Assessori regionali ad esercitare appieno le loro responsabilità per la tutela del diritto alla salute dei cittadini detenuti, identica per legge a quella dei cittadini in stato di libertà, e a intraprendere subito le doverose iniziative per migliorare nei limiti del possibile le condizioni di benessere dei cittadini detenuti, impartendo all’Amministrazione penitenziaria le disposizioni per rimuovere o mitigare le cause evitabili di danno alla salute e di sofferenza dei cittadini detenuti, aggravate dal sovraffollamento e dal caldo estivo. I radicali chiedono al tempo stesso che sia disposta una immediata ispezione suppletiva da parte dei sanitari delle ASL per individuare i cittadini detenuti con patologie tali da non poter sopportare le attuali condizioni di vita carceraria, affinchè sia disposto il loro trasferimento nelle strutture sanitarie esterne.

Infine annunciano che raccoglieranno le richieste che i cittadini detenuti avanzeranno per il risarcimento dei danni alla salute derivanti dalle condizioni di vita carceraria extra-regolamentari e per misure ulteriormente restrittive del diritto a spazi e a condizioni adeguate di salubrità degli ambienti sulla base dei normali parametri, scientificamente definiti, della fisiologia umana.

__________

FAX DI DIFFIDA AGLI ASSESSORI REGIONALI ALLA SANITA’
(2° INVIO LETTERA 7 AGOSTO 2008)

Roma, 14 agosto 2008

Signor Assessore,

in occasione della giornata di mobilitazione dei Radicali Italiani per la verifica nelle carceri delle condizioni di vita dei cittadini detenuti e del personale dell’Amministrazione penitenziaria, indetta pr il 15 agosto 2008, le notifichiamo via fax la lettera già inviata via email il 7 agosto u.s., e che aveva già un valore implicito di diffida.

Con la presente la diffidiamo esplicitamente a intraprendere subito le doverose iniziative per migliorare nei limiti del possibile le condizioni di benessere dei cittadini detenuti, impartendo all’Amministrazione penitenziaria le disposizioni per rimuovere o mitigare le cause evitabili di danno alla salute e di sofferenza dei cittadini detenuti. Chiediamo ancora che sia disposta una immediata ispezione suppletiva delle ASL per individuare i cittadini detenuti con patologie tali da non poter sopportare trasferire nelle strutture sanitarie esterne quanti Ovvero per rimuovere
La informiamo che i radicali raccoglieranno le richieste dei cittadini detenuti di risarcimento dei danni alla salute derivanti dalle condizioni di vita carceraria extra-regolamentari e da misure ulteriormente restrittive del diritto a spazi e a condizioni adeguate di salubrità degli ambienti.
____________________

Roma, 7 agosto 2008

Signor Assessore,

in molte carceri italiane è consuetudine chiudere le celle nelle ore notturne oltre che con la normale porta a sbarre, anche con la porta blindata. Di solito la chiusura avviene dalle ore 23 o 24 fino al mattino. E’ quanto risulta da molte fonti d’informazione e in particolare dalle testimonianze diffuse attraverso la rubrica “Radio carcere” di Radio Radicale.

Dopo l’indulto, il cui effetto deflattivo è stato sprecato, oggi il sovraffollamento è tornato in tutte le carceri italiane agli stessi livelli parossistici rilevati alla data dell’indulto.

Facciamo presente che la porta blindata realizza una chiusura pressochè ermetica, a parte uno spioncino di pochi cmq., peraltro sempre chiuso dall’esterno. Inoltre la finestra, oltre alle sbarre, è spesso munita di una rete metallica con maglie di cm. 1,5 che riduce ancor più l'afflusso di aria. In definitiva si realizza una situazione di asfissia e la percezione di una chiusura tombale.

I cittadini detenuti soffrono tutti fisicamente e psicologicamente per questa situazione, che costituisce di fatto una indebita pena aggiuntiva. Ma particolarmente grave è la condizione di quanti, tra loro, e sono numerosi, soffrono di cardiopatie, asma e altre patologie respiratorie, claustrofobia, insonnia, ecc. Questi detenuti non sono ricoverati in infermeria, ma restano nelle normali sezioni dove la chiusura delle porte blindate non può che determinare l'aggravamento delle loro patologie nonchè concreti rischi di collasso.

Negli anni scorsi abbiamo sollecitato l’apertura estiva delle porte blindate sia ai Sindaci dei Comuni sul cui territorio era ubicato il carcere e sia al DAP regionale, previo sopralluogo e rapporto da parte delle Asl, dato che il SSN era già competente per le misure di prevenzione sanitaria.

Dal 14 giugno 2008 sono trasferite al Servizio sanitario nazionale tutte le funzioni sanitarie svolte dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia. E' quanto prevede il D.P.C.M. 1 aprile 2008 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 maggio 2008, n. 126).

Pertanto il SSN, nelle sue articolazioni regionali, è responsabole della salute dei cittadini in ambito penitenziario, anche nel senso del perseguimento delle condizioni di “benessere” dei suoi iscritti, conformemente al concetto di salute enunciato dall’OMS, a partire dal potere dell’Assessore regionale alla Sanità di imporre la rimozione delle cause di malessere evitabile nei confronti dei cittadini detenuti.

E’ per questo che oggi ci rivolgiamo direttamente a Lei e chiediamo all’Assessore regionale alla Sanità, o al facente funzione, e ai Dirigenti competenti, di inviare al DAP regionale una disposizione urgente affinchè nelle carceri della vostra Regione sia immediatamente assicurata l’apertura notturna delle porte blindate nel periodo estivo come misura di prevenzione sanitaria ineludibile e indifferibile. Facciamo presente che le porte a sbarre assicurano al 100 % la sicurezza e quindi non possono essere addotti “motivi di sicurezza” per la chiusura delle porte blindate neanche nei reparti ad “alta sicurezza” (AS) e ad “elevato indice di sorveglianza” (EIV).

Vi chiediamo comunque di monitorare le condizioni di salute dei cittadini detenuti, perchè possiate disporre eventuali ricoveri nelle strutture sanitarie esterne.

Per assicurare condizioni minime di benessere e prevenire gravi danni alla salute dei cittadini detenuti, l’Assessorato può dare indicazione al DAP di disporre per il periodo estivo che sia data la possibilità di fare la doccia con maggior frequenza, che abbiano tutti una maggiore disponibilità di frutta e verdura fresca, che sia distribuita gratuitamente acqua minerale per i meno abbienti, che ogni cella o almeno ciascuna sezione sia dotata di un refrigeratore per alimenti, che sia consentita la possibilità di usare piccoli ventilatori nelle celle o almeno di avere un ventilatore a soffitto nelle aree della socialità. All’’Amministrazione penitenziaria può essere suggerito l’aumento delle ore d’aria e l’apertura diurna delle celle ovunque non vi siano specifiche ragioni di sicurezza.

Signor Assessore,
le chiediamo come cittadini e a nome dell’Associazione “Luca Coscioni”, dell’Associazione radicale Satyagraha e dell’Associazione radicale “Il detenuto ignoto”, di agire con la massima urgenza.

Cordiali saluti,

Marco Cappato
marco.cappato@europarl.europa.eu
http://www.lucacoscioni.it

Jolanda Casigliani
jolandacasigliani@yahoo.it

Irene Testa
i.testa@radicali.it

Lucio Bertè
luciobert@libero.it

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget