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martedì 26 agosto 2008

Giustizia: Sappe; la riforma penitenziaria è priorità per il paese

Comunicato stampa, 25 agosto 2008

"Dissentiamo dall’onorevole Di Pietro quando sostiene che "Non è la giustizia la priorità del Paese in questo momento". Una riforma strutturale del sistema penitenziario nazionale è invece assolutamente prioritaria, visto il grave sovraffollamento delle carceri italiane. Oggi, a fronte di una capienza regolamentare di circa 43mila posti nei 205 istituti penitenziari italiani, abbiamo più di 55mila detenuti nonostante l’indulto del 2006 (fortemente voluto dal Governo Prodi nonostante la contrarietà dell’onorevole Di Pietro, che però ne rimase un autorevole ministro) ne fece uscire 27mila.
Non sono state fatte le necessarie riforme strutturali nel sistema penitenziario, da noi più volte sollecitate, ed oggi le carcere sono di nuovo nel caos. Quella penitenziaria, dunque, è una riforma prioritaria e non crediamo possa essere disgiunta da una riforma strutturale complessiva del sistema Giustizia del nostro Paese. E una classe politica responsabile dovrebbe percorrere una politica di larghe intese su questioni fondamentali come il sistema penitenziario del quale ha bisogno l’intero Paese"
È l’auspicio di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa Organizzazione del Corpo a commento delle dichiarazioni fatte dal leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, nel suo blog.
"Nonostante le nostre molte sollecitazioni, dopo l’indulto il Governo Prodi non programmò quegli interventi strutturali per il sistema carcere - chiesti anche dal Capo dello Stato Napolitano - necessari per non vanificare in pochi mesi gli effetti di questo atto di clemenza. Era davvero necessario ripensare il carcere, ma abbiamo constatato che nulla di tutto ciò è stato fatto dal Governo Prodi, del quale l’onorevole Di Pietro era ministro.
Oggi auspichiamo che si possa recuperare il tempo perduto, come ha tenuto a sottolineare recentemente il Ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha anche annunciato come siano allo studio diverse ipotesi di riforma per la Giustizia che intendono coinvolgere anche il ruolo costruttivo dell’opposizione parlamentare. Primo passo per fare tutto ciò è, ovviamente, riservare appositi fondi nella prossima Finanziaria per il sistema carcere.
Non solo. Riteniamo debba essere l’intero Parlamento a porre la questione penitenziaria tra le priorità d’intervento, prevedendo tra l’altro una modifica del sistema penale - sostanziale e processuale - che renda stabili le detenzioni dei soggetti pericolosi affidando però a misure alternative al carcere la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale.
Prevedendo che coloro che hanno pene breve da scontarsi siano impiegati in lavori socialmente utili all’esterno del carcere, senza cioè la loro presenza fisica in carcere ma - con l’introduzione del sistema di controllo del braccialetto elettronico in dotazione al Corpo di Polizia penitenziaria - nel circuito dell’area penale esterna. Si deve incrementare il grado di attuazione della norma che prevede l’applicazione della misura alternativa dell’espulsione per i detenuti extracomunitari i quali debbano scontare una pena, anche residua, inferiore ai due anni, potere che la legge affidata alla Magistratura di Sorveglianza.
Il Ministro Alfano potrebbe richiamare le Magistrature di Sorveglianza a percorrere tale strada. E il nuovo Capo dell’Amministrazione penitenziaria Franco Ionta dovrebbe definitivamente completare alcune importanti e strutturali riforme che riguardano il Corpo di Polizia Penitenziaria, messe in cantiere nel recente passato. Ci riferiamo, in particolare, ai progetti che prevedono l’affidamento al Corpo dei controlli sulle misure alternative alla detenzione e sull’esecuzione penale esterna, le riforme del Gruppo Operativo Mobile e dell’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza (Uspev), oltre ad una serie di interventi mirati per quanto concerne il potenziamento degli organici del Corpo e per arrivare ad istituire finalmente la Direzione generale del Corpo di Polizia Penitenziaria nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria."

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