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martedì 26 agosto 2008

Giustizia: Dike Aedifica, è fallita la società che ha mai edificato

di Paolo Silvestrelli

Italia Oggi, 25 agosto 2008

Doveva essere il braccio operativo di Patrimonio Spa, ma in realtà la Dike Aedifica ha chiuso i battenti perché non ha garantito neanche una minima prospettiva di quello che era il programma iniziale della società.
Concepito con grande entusiasmo durante il precedente governo Berlusconi, il progetto prevedeva la vendita di prigioni in disuso per finanziare la costruzione di nuovi penitenziari. Controllata quasi interamente da Patrimonio dello Stato Spa la Dike Aedifica doveva realizzare infatti, interventi di edilizia carceraria e giudiziaria ma in realtà è riuscita solo ad accumulare debiti, tanto che da quello che risulta dall’ultimo bilancio, Patrimonio Spa l’ha dovuta liquidare, accollandosi anche le perdite che aveva accumulato nel 2007, che ammontano a circa 178 mila euro.
L’inattività documentata dal bilancio della società forse ha avuto anche delle attenuanti per le difficoltà affrontate nel reperire nuovi immobili da destinare al progetto carceri, ma è ancora da capire dove l’ex amministratore di Patrimonio spa Massimo Ponzellini abbia scovato il suo partner d’avventura Renzo Musumeci Greco.
Ponzellini, ora alla guida di Impregno, ex azionista di Bnl e manager di vecchio corso ha creato la Dike Aedifica e ha poi venduto il 5% delle azioni al suo maestro di spada e titolare di una delle più celebri scuole d’armi della capitale.
Discutibile come strategia, vista l’inesperienza del socio e l’importanza e la necessità di costruire delle nuove carceri in Italia, sull’emergenza lanciata dall’allora ministro della giustizia, Roberto Castelli. Ma forse non è stata solo la mancanza di esperienza Renzo Musumeci Greco a decretare l’insuccesso del progetto, perché se le prime aste di 39 immobili e 11 ex penitenziari che erano stati trasferite alla società sono andate deserte significa che questi beni non erano appetibili per il mercato.
Il fatto è che al di là delle ex carceri di Novi ligure, Mondovi, Clusone e Frosinone, le rimanenti prigioni in disuso da vendere, non hanno avuto acquirenti disponibili e allo stesso tempo si sono verificate anche situazioni di vincoli di inalienabilità per alcuni edifici, per cui le opzioni di vendita e di sopravvivenza si sono ulteriormente ridotte. Fatto sta che lo spadaccino Renzo Musumeci Greco ha pure dovuto mettere dei soldi per coprire le quote perse dell’inattività della Dike Aedifica, che nel frattempo è stata completamente liquidata, ma che ancora grava sul groppone di Patrimonio Spa per alcuni contenziosi pendenti.
L’emergenza carceri è stata affrontata diversamente dal governo Prodi. L’ex ministro della giustizia Clemente Mastella forse ha pensato di risolvere il problema facendo uscire i detenuti dalle carceri con l’indulto anche se da questa soluzione nessuno ci ha guadagnato.

Le disavventure dell'impresa voluta da Castelli

Era uno dei cavalli di battaglia di Roberto Castelli, Ministro della Giustizia del governo Berlusconi. Ma quel cavallo, la vendita di prigioni cadute in disuso per finanziare la realizzazione di nuovi penitenziari, si è rivelato, più che un purosangue, un mezzo brocco.
Per Patrimonio Spa l’operazione edilizia carceraria non è proprio partita con il piede giusto. Le aste, che hanno riguardato 39 immobili conferiti alla società allora guidata da Massimo Ponzellini e 11 ex penitenziari, sono andate deserte, a dimostrazione del fatto, sostiene il documento, che "gran parte dei beni trasferiti non è stata valutata appetibile dal mercato".
Nel 2005 le plusvalenze (differenza tra valore iscritto a bilancio e prezzo realizzato con la vendita) hanno raggiunto i 4,2 milioni di euro, grazie soprattutto alla cessione di immobili dell’Eredità Pasetti a Milano, che ha fruttato 3,4 milioni di euro. Non male anche la vendita della ex Casa Circondariale di Clusone (Bergamo), che ha consentito di iscrivere a bilancio una plusvalenza di 582.000 euro. Per il resto, si può parlare di spiccioli, meno di 300.000 euro ricavati da 6 operazioni. Nella prima parte del 2006, invece, le plusvalenze sono state pari a 3,139 milioni di euro, garantite al 94% circa dalla cessione del porto mercantile di Peschiera del Garda. I residui 188.000 euro, invece, sono stati assicurati dagli isolotti lagunari di Venezia (113.000) e da un appartamento a Firenze (oltre 75.000).
Ma quello che proprio non ha funzionato è stato il progetto carceri, perché nel triennio di attività della Dike Aedifica, le plusvalenze sono state appena 861.000 euro, una somma garantita dalla vendita di 4 ex carceri (Novi Ligure, Mondovì, Clusone e Frosinone), mentre i compensi degli amministratori e le consulenze esterne hanno comportato una spesa superiore al milione di euro.

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