L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





giovedì 28 agosto 2008

Giustizia: Alfano; "braccialetti" elettronici e stranieri espulsi

Apcom, 26 agosto 2008

Braccialetti ai detenuti, fuori i bambini dalle prigioni, sconto della pena per stranieri espulsi dal proprio paese. Sono alcune delle proposte che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha in mente per "svuotare le carceri" e renderle sempre più un luogo in cui si forma il detenuto e gli si dà la possibilità di "redenzione". Proposte, che il ministro anticipa al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, che saranno introdotte nella riforma della Giustizia alla quale sta lavorando il governo.

"Nelle nostre carceri italiane - spiega Alfano - vi sono alcune patologie e alcune condizioni di vita che non consentono" un reale reintegro delle persone che devono scontare la pena. Per questo motivo occorre introdurre novità nel sistema carcerario. "A partire dalla introduzione del braccialetto elettronico - continua il ministro - che non produce la recidiva e nemmeno la fuga; in Francia ha funzionato e funziona tuttora. Che motivo c’è di tenere occupati dei posti con persone che non hanno compiuto reati gravi?".

Stesso concetto, per il Guardasigilli, vale anche per quegli stranieri portati in prigione, ai quali manca di scontare una pena di due anni. "Se ne vadano a scontarla a casa loro questa pena - continua il ministro -. Abbiamo difficoltà a recuperare soldi per costruire nuove carceri; se questi 4.330 stranieri tornassero al loro paese si liberebbero posti nelle carceri e abbastanza risorse per costruire otto nuovi istituti di media grandezza".

La riforma della giustizia dovrebbe contenere anche un progetto per il reinserimento dei detenuti nel mondo lavorativo. Alfano ha in mente di "creare una grande agenzia di collocamento per detenuti, che curi l’incontro tra domanda e richiesta di lavoro e crei effettive opportunità di impiego". Capitolo a parte per quanto riguarda le mamme e i figli dentro agli istituti carcerari.

"Le mamme che hanno figli sotto i tre anni attualmente se li portano con sé in carcere. È ora di dire basta - aggiunge il ministro - perché non importa di chi siano figli, ma che siano bambini, e i bambini non possono stare in prigione. Noi ci facciamo promotori di un progetto che confischi i beni ai mafiosi e crei luoghi che non assomiglino a carceri, dentro ai quali le mamme possano scontare la pena con i propri bambini". Occorre infine "valorizzare la funzione della mamma" all’interno degli istituti.

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget