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martedì 26 agosto 2008

Droghe: un "test" sulle strade, i medici perplessi sulla proposta

Notiziario Aduc, 25 agosto 2008

Continuano le reazioni alla proposta del sottosegretario Carlo Giovanardi di affiancare medici ed infermieri alla polizia stradale per condurre test antidroga ai conducenti d’auto.
È giusto fare controlli, è impossibile farli a tappeto, su tutti: occorre selezionare le persone, come chi commette infrazioni ed incidenti, e magari i momenti topici che possono essere la notte e gli week end. Lo dice il farmacologo e direttore dell’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri di Milano Silvio Garattini.
"Non esiste la modica quantità - spiega Garattini - chi usa sostanze stupefacenti lo fa per avere certe sensazioni e non è comunque nelle condizioni di guidare in modo corretto non avendo risposte rapide e riflessi pronti". Dunque, "è giusto - precisa Garattini - fare controlli come si fanno per l’alcool ma mirati e selettivi, per chi commette infrazioni, e soprattutto di notte e negli week end: non è possibile farli su tutti".
Serviva un segnale forte, che fosse pure un valido deterrente, perché siamo in una situazione di vera e propria emergenza sociale: la prevenzione resta l’arma migliore ma i suoi risultati arrivano nel medio lungo periodo. È l’opinione sui test antidroga del Presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Mario Falconi per il quale "le Forze dell’Ordine sapranno utilizzare i test in modo flessibile, intelligente ed appropriato".
Dunque, visti i quotidiani incidenti mortali causati, dovuti all’uso di sostanze stupefacenti, "nell’immediato, subito - nota Falconi - qualcosa, nella situazione di emergenza in cui siamo, andava fatto: ci voleva un segnale forte che funzionasse pure da deterrente, da usare con flessibilità ed intelligenza, da parte delle Forze dell’Ordine verso cui non nutro dubbi". Resta quindi la prevenzione da fare soprattutto nelle scuole e nelle famiglie "due istituzioni purtroppo in forte crisi - conclude Falconi - E allora si investa di più e meglio nella scuola pubblica e nella famiglia: i risultati però verranno nel tempo ed oggi bisognava rispondere all’emergenza sociale per cui i test sono un segnale giusto e forte oltre che, credo, utile".
I test antidroga su strada, meglio se a farli sono i medici, vanno bene, quel che non condivido affatto sono i test preventivi per la patente e il patentino: una vera idiozia di dubbia legalità. A parlare è la senatrice dei Radicali eletta nelle del Pd e membro della Commissione Sanità del Senato, Donatella Poretti, sul piano di prevenzione antidroga disposto dal sottosegretario Carlo Giovanardi. "I test antidroga su strada, come già in uso per l’alcool, vanno benissimo - aggiunge la Poretti - sono una buona iniziativa per la prevenzione ma a patto che le verifiche le facciano i medici e che non si criminalizzino i ragazzi che vanno in discoteca: gli incidenti non sono infatti causati solo da costoro".
Insomma, competenze giuste ed equilibrio nell’uso dei test. Quel che non piace alla Poretti sono, invece, i test preventivi per patente o patentino. "Un esame fatto prima del conseguimento della patente è "del tutto inutile - precisa - e l’unico strumento efficace sono i controlli stradali, come ci indicano la Commissione europea e l’Oms", che relegano l’Italia all’ultimo posto nella Ue per controlli stradali: nel periodo 2003-06, solo il 3% della popolazione è stata sottoposta a test alcolemico presso check-point della polizia stradale almeno una volta e solo l’1% più di una volta.
In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17% e 15%; in Germania 17% e 7%; Olanda 23% e 14%; Finlandia 26% e 38%. "A seconda dell’esame impiegato si rischia di negare la patente ad una persona che ha fumato un solo spinello un mese prima, dandola invece all’alcolizzato che cessa di bere qualche ora prima dell’esame - spiega la Poretti -.
Con l’esame del sangue, infatti, le tracce di alcool spariscono in poche ore, mentre quelle della cannabis rimangono fino a 30 giorni. Tutto questo a fronte del fatto che il 30-50% degli incidenti stradali è causato proprio dall’alcool". Insomma, se i test su strada vanno bene, "per allinearci ai paesi europei su controlli stradali con etilometro e test tossicologici che sono il migliore strumento - conclude la Poretti - di prevenzione e riduzione degli incidenti", i test preventivi per patente e per patentino sono inutili ed illegittimi.
Serve una campagna sull’interesse per la realtà umana, propria e degli altri: una noto o un’auto sono di fatto un’arma potenziale di autodistruzione e di distruzione, si tratta di saperle usare bene per se stessi e gli altri. È quanto sostiene lo psichiatra Francesco Riggio in merito ai test antidroga di Giovanardi che, tra l’altro, chiosa lo psichiatra, "sono molto costosi".
Insomma, ha qualche dubbio sull’iniziativa? "Sì perché non mi convince il modo di affrontare e risolvere le tragedie che quotidianamente si consumano sulle strade - risponde lo psichiatra - non si risolve ciò con test e controlli e poi non vorrei che ciò diventasse un sistema". Ossia, solo provvedimenti e misure di repressione e niente prevenzione.
"Anche chi usa sostanze o alcool, ed il loro effetto di alterazione lo producono a seconda della quantità introdotta, non è detto che procuri un danno a se stesso o agli altri: dipende da quanto il soggetto è consapevole del proprio stato ed è la consapevolezza che lo renderà prudente - spiega Riggio - Se la consapevolezza viene meno e - aggiunge - scatta l’indifferenza allora sì che il soggetto diventa pericoloso per sé e per gli altri".
Dunque, è l’indifferenza il vero nemico da affrontare? "Senz’altro e direi meglio: è l’anaffettività che - conclude lo psichiatra - fa perdere l’amore, il senso per la vita per se stessi e per gli altri: ecco fare una campagna sull’interesse per la realtà umana sarebbe una svolta e una vera rivoluzione".

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