L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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giovedì 31 luglio 2008

RADICALI: Appello rivolto a tutti i lettori, ma in particolare ai detenuti e ai loro familiari.

Intervento di Antonella Casu, Segretario di Radicali Italiani durante la puntata di RadioCarcere andata in onda martedì 29 luglio2008

Sono convinta che proprio dai luoghi dove sono detenuti coloro che la società definisce i peggiori, coloro che le regole le hanno violate (anche se sappiamo bene che circa il 50% dei detenuti sono ancora in attesa di giudizio e quindi, secondo i precetti costituzionali, presunti innocenti fino a sentenza definitiva), possiamo trovare ascolto e partecipazione. Proprio da lì abbiamo avuto, tante volte, la testimonianza di attenzione e sensibilità per il rispetto delle regole e per la legalità delle Istituzioni. Quelle stesse Istituzioni che invece, spesso, danno prova della flagranza di illegalità.
Sono in corso in questi giorni iniziative nonviolente su diversi fronti e con modalità diverse. Un'iniziativa nonviolenta, da parte dei parlamentari radicali, di occupazione della sede della Commissione parlamentare di Vigilanza della RAI che a tre mesi dalla costituzione del nuovo Parlamento, non eleggendo il suo Presidente, non assolve la funzione e l'obbligo costituzionale di controllare e indirizzare il servizio pubblico dell'informazione.
Così come, il Parlamento continua ormai da tempo a disattendere l'obbligo costituzionale di garantire il plenum della Corte Costituzionale.
Già in occasione del mancato plenum della Camera dei deputati e del Consiglio Superiore della Magistratura, nel 2002 furono intraprese iniziative nonviolente cui in tanti aderirono, dando forza a quella straordinaria iniziativa che vide oltre 3.000 adesioni da parte dei carcerati.
Aderiste, in tanti, anche all'iniziativa di sciopero della fame del gennaio 2007 perché si conquistasse la Moratoria universale delle esecuzioni capitali, quando, Marco Pannella al 7° giorno di sciopero della sete si appellò proprio a voi e alle vostre coscienze perché crescesse la mobilitazione e l'adesione dal mondo carcerario, dei detenuti e dei loro familiari, affinché si conquistasse quell'atto storico della Moratoria della pena di morte, preannunciando che poi avremmo dovuto continuare a lottare perché fosse anche rispettato. Direi che in qualche modo ci siamo.
Dopo la straordinaria vittoria della Risoluzione sulla "Moratoria Universale della pena di morte", approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU il 18 dicembre 2007, Marco Pannella ha iniziato lo scorso 6 luglio uno sciopero della fame per garantire la moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz.
In questi giorni, in Iraq, è in corso un processo farsa che, con ogni probabilità, è destinato a condannare a morte il cristiano caldeo Tareq Aziz, numero 2 del regime criminale che è stato guidato per decenni da Saddam Hussein.
A Tareq Aziz è stata negata ogni garanzia processuale. Non ha un collegio di difesa, dopo che il suo avvocato iracheno ha abbandonato il Paese per paura di essere assassinato, come accadde all'avvocato difensore di Saddam Hussein.
Anche per questo e, in coerenza con l'impegno profuso per la "Moratoria Universale della pena di morte" chiediamo: "Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz".
All'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame, che come dicevo ha intrapreso Marco Pannella dallo scorso 6 luglio, hanno iniziato da domenica 20 luglio ad aggiungersi parlamentari, militanti, dirigenti radicali, cittadini, mentre centinaia di Parlamentari di tutti gli schieramenti politici, Premi Nobel e personalità di tutto il mondo stanno dando il loro sostegno firmando un appello.
Possiamo tutti dare un apporto importante, facendo crescere le adesioni sia all'appello che allo sciopero della fame.
Sappiamo che, anche questa volta, potremo avere da coloro che, colpevoli o innocenti, sono privati della libertà, l'ennesimo esempio di attenzione e maturata esigenza di partecipazione sociale, di sensibilità civile, da parte di un ambito, quello carcerario che ha dimostrato di saper cogliere nelle iniziative nonviolente, con noi condotte in altre occasioni, il contributo e l'apporto per un futuro migliore, senza esecuzioni capitali e nel rispetto delle regole di civiltà e democrazia.
Per questo vi chiedo di inviare le vostre adesioni, per lettera o se vi fosse possibile per telegramma, a Radicali Italiani Via di Torre Argentina 76 00186 Roma e i vostri familiari potranno farlo anche telefonando allo 06 689791 o sul sito www.radicali.it.

Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz

TESTO APPELLO
In questi giorni, in Iraq, è in corso un processo farsa che con ogni probabilità è destinato a condannare a morte il cristiano caldeo Tareq Aziz, il numero 2 del regime criminale che è stato guidato per decenni da Saddam Hussein.
A Tareq Aziz è stata negata ogni garanzia processuale. Non ha un collegio di difesa, dopo che il suo avvocato iracheno ha abbandonato il Paese per paura di essere assassinato, come è già accaduto all'avvocato difensore di Saddam Hussein. Ad Aziz è stato impedito anche di essere assistito da avvocati stranieri che ne hanno fatto richiesta.
Dopo la straordinaria iniziativa nonviolenta, parlamentare, istituzionale e di opinione pubblica che il 18 dicembre 2007 ha portato all'approvazione della "Moratoria Universale della pena di morte" da parte dell'Assemblea Generale dell'ONU e, in coerenza con tale storico risultato, umanamente oltre che politicamente rilevante, noi sottoscritti, oggi, diciamo e chiediamo: "Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz".
Non si tratta di un "mero" atto umanitario ma di un preciso, concreto e puntuale obiettivo politico: la difesa del diritto e della verità, della legalità e della giustizia in Iraq. Evitare la condanna a morte e l'esecuzione di Tareq Aziz, che – lo ripetiamo – rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuità rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che assicurare verità e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non solo quelle per cui Aziz è oggi sotto processo.
Per aderire allo sciopero della fame:

Cognome e nome ___________________

Paese ___________________

Professione ___________________

Indirizzo ___________________

Telefono ___________________

Cellulare ___________________

Aderisco per _______ giorni dal ______________ al _________________

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