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sabato 12 luglio 2008

Giustizia: Garante nazionale dei detenuti, proposta di Fleres

Dire, 11 luglio 2008

Non è caduto nel dimenticatoio l’appello lanciato prima delle elezioni dal Coordinamento nazionale dei garanti dei diritti dei detenuti. Il budget per le attività del 2008 previsto è di 10 milioni di euro.
Non è caduta nel dimenticatoio la richiesta di costituire un Garante dei diritti dei detenuti unico per tutto il territorio nazionale. A riproporre la questione, interrotta "in un momento quasi decisivo" a causa della fine anticipata della scorsa legislatura, è il senatore del Pdl Salvo Fleres, che raccoglie l’istanza in un disegno di legge ad hoc. Sulla questione interviene anche il Coordinamento nazionale dei garanti dei diritti delle persone limitate nella libertà personale, con la richiesta però che il Garante sia nominato dal Parlamento e non dal Consiglio dei ministri (come previsto nel nuovo ddl).
Con diversi garanti provinciali o regionali presenti a macchia di leopardo sul territorio, l"Italia è l"unico paese dell’Europa occidentale a non avere una figura di calibro nazionale dedicata al rispetto dei diritti dei detenuti. Il ddl 343, firmato da Fleres, Mario Ferrara e Salvatore Piscitelli (tutti senatori Pdl) è stato presentato il 6 maggio scorso e sarà discusso all’interno della Commissione permanente per la Giustizia presieduta da Filippo Berselli.
Tra i poteri attribuiti al "Garante nazionale per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale", ed estesi anche ai garanti locali e ai loro collaboratori, il libero accesso senza preavviso all’interno di carceri, Cpt, ospedali psichiatrici giudiziari, camere di sicurezza dentro commissariati, caserme dei carabinieri e della guardia di finanza e strutture in cui sono ospitate persone che usufruiscono di pene alternative, con la possibilità di parlare direttamente con i detenuti e di accedere ai loro fascicoli personali.
Tra le figure soggetto di tutela anche gli italiani all’estero. Ponte tra i detenuti, il Garante dovrà vigilare sul rispetto delle regole e delle leggi stabilite dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali sulla tutela dei diritti umani, con l’obbligo di relazionare ogni anno al Parlamento e alle istituzioni locali. Tra i suoi compiti, anche il controllo dell’adeguatezza dei locali di detenzione, la raccolta e la segnalazione di istanze e reclami di tutte le persone private della libertà, la promozione del reinserimento sociale e lavorativo degli ex detenuti, l’informazione e la sensibilizzazione sul tema. Il budget per le attività del 2008 proposto dal ddl è di 10 milioni di euro, di cui 400 mila di retribuzione per il Garante e il suo vice.
Punto "caldo" della discussione sul Garante resta la modalità di nomina della figura e del suo vice: secondo il ddl Fleres, entrambi sono nominati dal Consiglio dei ministri su proposta del Presidente del Consiglio e restano in carica per 5 anni rinnovabili una volta sola. Di diverso avviso il Coordinamento nazionale dei garanti, intervenuto con una nota firmata dal Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Bologna Desi Bruno.
Dopo aver chiesto l’istituzione del Garante già nel corso della campagna elettorale di quest’anno, il Coordinamento non nasconde la soddisfazione per l’iniziativa del senatore Fleres e si dice "disponibile ad un confronto affinché la proposta accolga la più ampia condivisione possibile nel definire le caratteristiche di indipendenza, autonomia e imparzialità di questa figura di garanzia". Caratteristiche che però, scrive Bruno, "devono e possono essere assicurate solo da una nomina espressa dal Parlamento".
È poi "necessaria" la condivisione sulle competenze del Garante "nei confronti dei cittadini italiani detenuti nelle carceri all’estero" ed è auspicabile "l’apertura di un dibattito che coinvolga tutta la società". Nell’ottica del Coordinamento nazionale, l’istituzione del Garante dovrà portare inoltre "alla piena valorizzazione del ruolo e delle esperienze sinora realizzate dai Garanti istituiti nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni".

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