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mercoledì 2 luglio 2008

Giustizia: Berlusconi non si ferma, pure tra molte polemiche

Il Corriere della Sera, 1 luglio 2008

Berlusconi e la giustizia "Avanti, è una priorità". Presidenti delle Camere al Quirinale, giallo sull’attacco al Csm. Il premier: tante polemiche strumentali finiscono con il mettere in secondo piano l’interesse collettivo.

Silvio Berlusconi non si ferma in materia di giustizia. "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in seconda piano l’interesse collettivo. E certo, però, che profonderemo ogni sforzo perché l’interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti". Il Cavaliere scrive ai tabaccai in occasione di un’assemblea della loro federazione e ribadisce gli orientamenti dell’esecutivo che "si incarnano nella nostra azione". Ciò significa, spiega, che "il governo ha scelto di mettere la sicurezza e l’ordine pubblico tra le priorità della propria azione, compresa la volontà di ridare efficienza e forza credibile a una giustizia che troppo spesso delude le aspettative in essa legittimamente riposte".

L’intervento del capo del governo giunge mentre i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, salgono al Quirinale. Ufficialmente Schifani e Fini, che si sono incontrati prima di vedere il presidente Giorgio Napolitano, hanno discusso dell’organizzazione dei lavori parlamentari che prece- dono la sospensione estiva. E a riprova di ciò è stata diffusa una nota congiunta per ricordare che mercoledì scorso Napolitano aveva inviato loro una lettera con la quale si sottolineava "la necessità di conciliare al meglio le esigenze dell’azione di governo con la tutela delle prerogative del Parlamento". In realtà, nel colloquio si sarebbe affrontato il nodo giustizia e soprattutto il ruolo del Csm, alla vigilia del plenum di oggi.

La giustizia resta, pertanto, un tema caldissimo di scontro tra maggioranza e opposizione nonostante i propositi pacificatori di Umberto Bossi. E a conferma della tensione esistente basta citare le parole di Marina Sereni, vice capogruppo del Pd alla Camera.

Anche l’idea avanzata da Italo Bocchino, vice capo dei deputati a Montecitorio, di uno scambio (stralciare la norma blocca-processi e ottenere da parte dell’opposizione la disponibilità a votare il lodo Alfano) viene lasciata cadere dal ministro ombra della Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia: "E una logica mercantilistica che non ci appartiene".

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