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domenica 6 luglio 2008

Giustizia: abbaiano alla luna e intanto uccidono la "Gozzini"

di Carmelo Musumeci (Detenuto nel carcere di Spoleto)

Carta, 5 luglio 2008

Detenuto al carcere di Spoleto e lettore di Carta con la passione della scrittura, Carmelo Masumeci è stato in dicembre tra i promotori della campagna "Mai dire mai" per l’abolizione dell’ergastolo, quando 800 ergastolani e 12 mila cittadini hanno aderito a uno sciopero della fame, chi per un giorno, altri per una settimana [www.informacarcere.it]. Uno sciopero dimenticato dai media. Oggi, passa in silenzio il disegno di legge presentato dal presidente della commissione giustizia del senato, Filippo Berselli [An], per cancellare i benefici della legge Gozzini [www.ristretti.it]. Carmelo ci ha inviato un racconto.
Per posta fra una galera e l’altra, nei corridoi, nei passeggi, e nelle celle delle carceri si sta parlando e commentando del disegno di legge che vuole cancellare i benefici della legge Gozzini. Ecco lo scambio di opinioni tra due detenuti. "Hai letto? Viene cancellata la liberazione anticipata per buona condotta e le guardie sono preoccupate".
"Così non potranno più ricattarci!". "Per gli ergastolani per reati di mafia e che non possono usufruire dei benefici, la liberazione anticipata è una presa per il culo". "Hai saputo, niente più semilibertà agli ergastolani". "Sono fuori di testa! Abbaiano alla luna, vogliono togliere un beneficio che non possiamo avere perché i permessi e la semilibertà li prendono i pochissimi ergastolani che non rientrano nell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario". "Sembra che con la nuova legge gli ergastolani potranno andare in permesso solo dopo vent’anni".
"Magari! Io ne ho fatti già trenta. Dimenticano di dire che l’Italia è l’unico paese al mondo che ha una pena che a tutti gli effetti, per chi ha l’ergastolo ostativo non finirà mai". "Sembra che in alcune carceri stiano partendo delle manifestazioni di protesta, per contestare le modifiche". "A me invece hanno scritto dal carcere di Carinola [Caserta] dove stanno pensando di fare una petizione per chiedere l’abolizione della legge Gozzini per tutti, perché su uno che ne usufruisce mille non la prendono". "Il carcere è lo specchio della società, umori e tensioni viaggiano parallelamente, tutte le espressioni del macrocosmo sociale si riflettono nel microcosmo carcerario". "Non otterranno nulla inasprendo le pene.
Le ragioni della galera sono tante; la povertà, le disuguaglianze, la ricerca di nuove emozioni, la fragilità cui si è sottoposti, le contraddizioni quotidiane di un sistema sociale in crisi, il lavoro diventato privilegio, non trovare nella vita una ragione che la renda degna di essere vissuta, le passioni". "I giornali sono terribili, parlano di certezza della pena; guidano e a loro volta vengono guidati dall’onda forcaiola della gente.
I politici pur di far dimenticare i veri problemi della gente dicono che tutto va male per colpa della criminalità. Sono esclusi dall’allarme sociale i colletti bianchi, le morti bianche, i tassi bancari da usura, le pensioni d’oro, la corruzione..." "Questa è gente che non ruba o non paga le tasse per fame o disagio sociale ma solo per lusso; quindi non provocano allarme sociale come gli scippi, i furti, le rapine...".
"La colpa è sempre del criminale di turno: mafioso, lavavetri, terrorista islamico, anarchico che sia. E quando non sanno con chi prendersela se la prendono con i detenuti che sono dentro da quindici o vent’anni". "I media e i politici riescono a stravolgere i dati ufficiali del ministero della giustizia; le statistiche e la matematica, riescono persino a far diventare due più due cinque. Campagne forcaiole, colossali bugie per nascondere che l’Italia ha in assoluto il più basso numero di omicidi degli ultimi trent’anni.
Si continua a chiedere più sicurezza, più galera; i media seminano paura, i partiti inseguono i mass media e così nessuno chiede giustizia sociale e più lavoro per tutti". "Pochi capiscono che il problema, il male, è proprio la troppa galera; la verità è che chi fa meno galera torna in carcere di meno. La recidiva è molto più alta con la pena certa che con la pena flessibile. Probabilmente per i politici, pennivendoli o imprenditori della paura, questa è una verità che va nascosta assolutamente, perché conviene a tutti".

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