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sabato 17 maggio 2008

Giustizia: "pacchetto sicurezza" senza il reato di clandestinità

di Liana Milella e Alberto Custodero

La Repubblica, 17 maggio 2008

Dopo lo stop di Napolitano finisce in archivio il reato di immigrazione
clandestina. In compenso, nel codice penale, figurerà una speciale
aggravante, e la perentoria esclusione di qualsiasi possibile circostanza
attenuante, per il reato commesso da chi soggiorna abusivamente in Italia.
Un esempio: se il clandestino commette un furto, una rapina, una violenza
sessuale, scatterà una maggiorazione di pena frutto del suo stesso stato
di clandestinità. Ovviamente, per chi non si macchia di delitti, la norma
è del tutto ininfluente. Badanti, colf, lavoratori in nero potranno stare
tranquilli. In compenso, se nella manovra anticrimine scompare il nuovo
reato, la stretta contro i migranti extracomunitari e comunitari è
durissima.
Visti, ricongiungimenti, cittadinanza, Cpt, requisiti di permanenza,
sequestro e confisca delle case affittate in nero: su tutto questo il
decreto legge che il ministro degli Interni Roberto Maroni ha messo ormai
a punto è destinato a inasprire fortemente la politica dell’accoglienza
del nostro Paese. Di pari passo, gli inasprimenti delle pene per i reati
di grave allarme sociale, le limitazioni fino alla negazione dei benefici
carcerari della Gozzini, lo stop alla concessione condizionale della pena
del ministro della Giustizia Angelino Alfano disegnano un intervento
legislativo molto pesante pure nei confronti dei crimini commessi da
italiani.
Maroni e Alfano s’incontrano a palazzo Chigi assieme al sottosegretario
Gianni Letta. I richiami di Napolitano sono ben presenti per tutti. Reato
d’immigrazione a parte, il capo dello Stato ritiene che anche nell’uso
dell’esercito si debbano rispettare attribuzioni e competenze ed evitare
sconfinamenti. Il ministro della Difesa La Russa ha proposto i pattuglioni
di quartiere composti da vigili urbani, poliziotti, carabinieri,
finanziari e militari. Ma al presidente l’idea non dev’essere piaciuta
granché.
Maroni non rinuncia al suo obiettivo che, alla cerimonia per la festa
della polizia, sintetizza in una frase: "Non si tratta di cavalcare la
paura, ma di liberare i cittadini dalla paura". Il ministro leghista cita
Napolitano ex titolare dell’Interno ("È possibile un rasserenamento nella
vita del Paese"), vuole "gestire con ordine e rigore le migrazioni interne
ed esterne alla Ue" e "intervenire con fermezza per evitare che si
ripetano episodi di ingiustificabile violenza come quelli di Napoli".
Fermezza e rigore si traducono in sei capitoli pesantissimi. Per gli
extracomunitari ecco il visto per soggiorni sotto i tre mesi, il test del
Dna per i ricongiungimenti familiari possibili solo per i parenti stretti,
la limitazione territoriale per chi attende l’asilo. Chi non obbedisce
all’ordine di espulsione sarà equiparato a un latitante e chi affitta in
nero un immobile a un immigrato se lo vedrà confiscare. In caso di
matrimoni misti la concessione della cittadinanza non sarà più automatica,
nei Cpt si potrà restare fino a 18 mesi.
Altrettanto dure le regole per i migranti comunitari: dovranno dimostrare
da quanto tempo sono arrivati in Italia, avere un reddito sufficiente e se
commetteranno un reato saranno espulsi "per motivi imperativi di pubblica
sicurezza". Tutto questo per decreto legge. Come le maggiori pene per chi
guida ubriaco o drogato che si vedrà revocata la patente e confiscata
l’auto. Se ucciderà qualcuno non potrà fruire di alcun beneficio.
Il governo Berlusconi punta al consenso, almeno parziale,
dell’opposizione. Ed ecco riproposte le misure che l’ex ministro Amato
aveva previsto per dare più poteri ai sindaci, a cominciare dalle
ordinanze sull’ordine e la sicurezza. I vigili potranno usare la banca
dati della polizia. Nasce un nuovo reato per punire i graffitari
condannati a riparare il danno per fruire della sospensione della pena. Al
sequestro delle merci contraffatte seguirà l’immediata distruzione.
Infine le misure antimafia su cui punta molto il Guardasigilli Alfano che
anni fa, andando in tv, gridò "la mafia mi fa schifo". Lui cercherà di
bloccare subito il patteggiamento in appello per i mafiosi, affidare alla
Superprocura la possibilità di disporre le misure di prevenzione, un
progetto che, ha ricordato ieri durante la riunione, "era caro al giudice
Falcone". E ancora: confiscare i beni mafiosi senza che sia necessario
provare la pericolosità del proprietario e indipendentemente dalla sua
esistenza in vita. Un nuovo reato lo caldeggia anche Maroni,
l’associazione a delinquere per chi traffica in vite umane. Servirà per
"fare la guerra" agli scafisti.

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