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mercoledì 9 aprile 2008

Giustizia: Berlusconi; "esami di sanità mentale" da fare ai pm

di Marco Galluzzo

Il Corriere della Sera, 9 aprile 2008

Delle toghe negli anni ha detto tutto quello che pensava: esempi di militanza politica, colpevoli di avergli fatto spendere più di i6o milioni di euro per gli avvocati, capaci di renderlo "un recordman universale di indagini e perquisizioni senza esito". Ieri Silvio Berlusconi ha aggiunto qualcosa di inedito, tale almeno davanti alle telecamere: "I pubblici ministeri dovrebbero essere sottoposti periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale".
Un’idea simile (test psico-attitudinali per accedere alla magistratura) era contenuta nella riforma della giustizia del centrodestra, mai attuata perché abrogata da questo governo. Ma la sanità mentale, almeno messa giù in questi termini, va certamente oltre quella norma. E se i magistrati sono accostati ai matti è chiaro che a stretto giro la frase del Cavaliere provochi fiumi di reazioni. In testa quella di Antonio Di Pietro, che della "follia" dei Pm è per Berlusconi il modello: "Un modello che non può che fare orrore, che ha perseguitato centinaia di persone innocenti".
Dice Di Pietro del leader dei Pdl: "Solo un matto può dire cose di questo genere. Poi non capisco perché vuole limitare gli esami sulla sanità mentale ai pm e non estenderli anche ai giudici e a chi vuole fare il presidente del Consiglio". Immediata anche la ri-sposta di Walter Veltroni, secondo il quale il Cavaliere con queste affermazioni dimostra "scarso senso dello Stato".
Dei magistrati Berlusconi parla a Savona. Negli studi di Sky aggiunge che Stefania Prestigiacomo "sarà certamente fra le quattro signore che comporranno il mio governo". Si professa pessimista, a differenza dei giorni passati, su una piattaforma di riforme istituzionali condivise: "Metto la firma sul fatto che saranno i comunisti di sempre e ché in Parlamento si batteranno contro le nostre riforme".
All’ora di pranzo si trasferisce da Milano a Savona, quindi in serata a Vicenza. Veltroni fa capolino in entrambe le città, almeno come "quello che ha sempre pensato solo alla sua carriera personale, che ha fatto di Roma un modello negativo di arretratezza e degrado, che ha moltiplicato le consulenze del Campidoglio e in compenso ha regalato le notti bianche ai romani, rendendo però nere tutte le giornate". Nel mirino finisce anche Di Pietro, che "prende la pensione da magistrato, da quando ha 45 anni".
Nella cittadina ligure, davanti ai rappresentanti di lista nei seggi, rinominati "difensori del voto", un vademecum verbale su come evitare brogli: "Impugnare tutte le schede che non convincono; chiamare il numero verde antibrogli del nostro partito; stare attenti alle falsificazioni dei maestri della sinistra, tipo mettere un "i" davanti ad altre cifre, per aggiungere centinaia di voti; senza dimenticare che il momento più delicato è quello dei verbali".

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